VIX, l’indice della paura negli ultimi 10 anni

Fare trading online significa svolgere un’attività molto complessa, il cui risultato finale dipende da tantissimi fattori. Per tale motivo, diventa necessario tenere conto dell’andamento di tanti indicatori nelle proprie scelte di investimento.

Uno degli indicatori più importanti di cui si deve tener conto per fare previsioni sulle aspettative future degli altri trader è il CBOE Volatility Index (VIX), conosciuto anche con il nome di Indice della Paura.

L’indice VIX stima la volatilità implicita di un’opzione sintetica che scade dopo trenta giorni ed emessa sull’indice azionario S&P 500 e viene calcolato e diffuso in tempo reale dal CBOE. Tale indice ha sostituito il vecchio indice VXO che viene tuttora diffuso e utilizzato dagli operatori e che prevede di calcolare la volatilità implicita di opzioni at-the-money basandosi sulla formula di Black e Scholes e utilizzando come indice azionario di riferimento lo S&P 100.

L’impatto sui mercati dell’indice VIX ha indotto il CBOE ha introdurre negli ultimi anni sia contratti future sia diverse tipologie di contratti di opzione che hanno come bene sottostante l’indice stesso.

Come viene calcolato l’indice VIX

Nel calcolo del VIX vengono considerati solo i prezzi di mercato di opzioni call e put out-of-the-money e pertanto si riesce a isolare la volatilità attesa dagli altri fattori che influenzano il prezzo delle opzioni quali le variazioni del prezzo del bene sottostante, i dividendi, i tassi di interesse e il tempo alla scadenza.

Come interpretare l’indice VIX

L’indice VIX è conosciuto tra i trader come l’indice di paura per il fatto che quando la volatilità implicita aumenta, l’indice S&P500 tende a scendere. Si tratta quindi di un indice che fornisce informazione sulle future aspettative dell’andamento della borsa valori. In base ai valori che VIX assume si possono fare previsioni:

  • Valori pari o inferiori a 20 indichino una situazione prevalentemente rialzista.
  • Valori superiori a 20 ma inferiori a 40 descrivano uno scenario teso ma non necessariamente ribassista.
  • Valori superiori a 40 indichino uno scenario pericolosamente volatile, con notevoli implicazioni ribassiste.

Per avere previsioni più attendibili conviene sempre utilizzare contemporaneamente diversi indicatori e non basare le proprie scelte di investimento solo su un unico indicatore.

Andamento dell’indice VIX e S&P 500 negli ultimi 10 anni

Dal grafico sottostante si evidenzia come l’indice S&P 500 ha continuato a crescere negli ultimi 10 anni. Invece, l’indice VIX ha avuto un andamento ribassista nello stesso periodo di tempo.

Se, invece, utilizziamo i rendimenti logaritmici di entrambi gli indici possiamo rendersi conto come un aumento brusco dell’indice VIX, è accompagnato da un andamento ribassista dell’indice di borsa.

La correlazione tra l’indice VIX e S&P 500 negli ultimi 10 anni

Per avere una maggiore conferma di quello che abbiamo visto nei grafici, passiamo al calcolo dell’indice di correlazione tra l’indice VIX e l’indice S&P 500.

Utilizzando i dati degli ultimi 10 anni, risulta che la correlazione tra VIX e S&P500 è negativa è assume un valore pari a (- 0.75). Sotto l’ipotesi nulla di non correlazione abbiamo: t(118) = -12,4093, con p-value a due code 0,0000.

Questo risultato comporta quello che si aspettava, e cioè che la correlazione tra questi 2 indici è fortemente negativa e quindi un aumento della volatilità è accompagnata da un abbassamento dell’indice di borsa.

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