Prezzo del petrolio, fracking e terremoti

Una tecnica utilizzata nella estrazione dal sottosuolo del petrolio e del gas è la fratturazione idraulica o fracking.

La fratturazione idraulica, consiste nell’utilizzo di un composto di acqua con agenti chimici, iniettati in profondità per rompere le rocce e liberare gli idrocarburi.

Da uno studio dell’ United States Geological Survey, l’agenzia scientifica del governo degli USA che si occupa del territorio, delle sue risorse naturali e dei rischi che lo minacciano risulta che esiste una connessione tra fracking e terremoti.

Lo studio ha preso in considerazione 17 regioni e la più colpita risulta l’Oklahoma, dove il numero dei terremoti è aumentato in misura rilevante. Prima dell’inizio dell’utilizzo del fracking, in Oklahoma c’erano 1 o 2 terremoti all’anno, invece adesso questo avviene ogni giorno.

Grazie allo studio dell’USGS si sono fati passi avanti verso la capacità di predire il rischio di terremoti indotti dall’essere umano e dalle sue attività. Lo studio ha anche mostrato che, nelle zone dove il fracking non è stato più utilizzato, la frequenza dei terremoti si è ridotta quasi a zero, come nell’Arkansas centrale dal 2011 e in un’area a nord di Denver, in Colorado, negli anni ’70. Il fracking, oltre ai terremoti, può causare la contaminazione dell’acqua e degradazione dell’aria.

Infine, per quanto riguarda gli effetti del mancato utilizzo della tecnica della fratturazione idraulica sul prezzo del petrolio, si può dire che è ancora presto per valutare gli impatti che ciò può portare al prezzo del petrolio, considerando che ci vorranno anni per fermare completamente l’utilizzo di tale tecnica e sempre se sarà fermata.

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