Prestito vitalizio ipotecario: cos’è e come funziona

Il prestito vitalizio ipotecario permette di ottenere liquidità con la casa di proprietà, senza cedere la proprietà dell’immobile. Rispetto alla nuda proprietà ha il vantaggio di offrire agli eredi la possibilità di estinguere il debito, recuperando così il pieno possesso dell’immobile.

Si tratta di una forma di finanziamento di medio e lungo termine con capitalizzazione annuale di interessi e di spese che viene concesso da parte di banche e intermediari finanziari, ma non a tutti, solo alle persone fisiche che soddisfano due requisiti: aver compiuto 60 anni e avere una casa di proprietà.

Il rimborso del prestito vitalizio ipotecario

Chi ottiene un prestito vitalizio ipotecario ha la possibilità di scegliere tra due modalità di rimborso del capitale ottenuto in prestito: il rimborso integrale e il rimborso graduale.

Nel caso del rimborso integrale, il rimborso avviene in un’unica soluzione e deve essere richiesto:

  • Al momento della morte del soggetto finanziato.
  • Qualora vengano trasferiti, in tutto o in parte, la proprietà o altri diritti reali o di godimento sull’immobile dato in garanzia.
  • Qualora si compiano atti che ne riducano significativamente il valore, inclusa la costituzione di diritti reali di garanzia in favore di terzi che vadano a gravare sull’immobile.

Qualora il finanziamento non sia integralmente rimborsato entro dodici mesi dal verificarsi degli eventi sopra, la banca vende l’immobile ad un valore pari a quello di mercato, utilizzando le somme ricavate dalla vendita per estinguere il credito vantato. Trascorsi ulteriori 12 senza che sia stata perfezionata la vendita, tale valore viene decurtato del 15 per cento per ogni dodici mesi successivi fino al perfezionamento della vendita dell’immobile. In alternativa, l’erede può provvedere alla vendita dell’immobile, in accordo con il finanziatore, purché’ la compravendita si perfezioni entro dodici mesi dal conferimento dello stesso. Le eventuali somme rimanenti, ricavate dalla vendita e non portate a estinzione del predetto credito, sono riconosciute al soggetto finanziato o ai suoi aventi causa.

Chi, invece, preferisce il rimborso graduale deve concordare al momento della stipulazione del contratto, le modalità di rimborso graduale della quota di interessi e delle spese e quindi non applicare la capitalizzazione annuale degli interessi. In questo caso la banca può invocare la risoluzione del contratto per un ritardato pagamento tra il 30-esimo e il 180-esimo giorno dalla scadenza della rata, se ciò si è verificato per almeno sette volte, anche se non consecutive.

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