Mutuo a tasso fisso o variabile, cosa conviene?

mutuo banca

L’acquisto della prima casa è un passo importante, ma sempre difficile da fare. Prezzi elevati, costi non sempre trasparenti, incertezza sul reddito attuale e quello futuro sono alcune delle variabili da tenere in considerazione quando si acquista una casa.

La maggior parte delle persone non riesce a comprare la casa in contanti ed è per questo che l’acquisto avviene quasi sempre mediante la stipula di un contratto di mutuo ipotecario. Prima di rispondere alla domanda se conviene di più stipulare un mutuo a tasso fisso o a tassa variabile, è necessario fare una breve introduzione per capire cos’è il mutuo, cos’è l’ipoteca, quali sono i costi del mutuo e di quali fattori tiene conto l’istituto di credito per erogare il mutuo.

Cos’è il mutuo?

Secondo, l’articolo 1813 del codice civile, “Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili, e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità.”

Cos’è l’ipoteca?

Invece, l’ipoteca è una forma di garanzia che conferisce alla banca il diritto di disporre dell’immobile in caso di mancato rimborso del mutuo da parte del mutuatario. La banca ha la precedenza rispetto agli altri creditori per rivalersi sul prezzo di vendita dell’immobile.

Quali sono i costi del mutuo?

I costi del muto non consistono solo nel pagamento della rata. Infatti, oltre la rata il mutuatario deve anche sostenere le spese di istruttoria, che vanno da un minimo di 200 euro fino ad un massimo del 1% calcolato sull’importo erogato, le spese di perizia, le spese assicurative per la polizza scoppio incendio obbligatoria per legge, l’imposta sostitutiva che è 0,25% sull’importo mutuato se prima casa altrimenti il 2% e le spese notarili. Queste spese possono variare in funzione dell’importo richiesto e del valore dell’immobile

I fattori di cui tiene conto l’istituto di credito per erogare il mutuo

L’istituto di credito nella decisione sulla erogazione del muto tiene conto di una serie di fattori, tra cui la capacita di rimborso, l’età, la residenza, la cittadinanza ecc., dove con capacita di rimborso si intende il rapporto tra rata e redditi mensili, che di norma non deve superare il 35 %.

Conviene di più richiedere un mutuo a tasso fisso oppure un mutuo a tasso variabile?

Per quanto riguarda la risposta alla domanda se conviene di più un mutuo a tasso fisso oppure variabile, la risposta è che non esiste una risposta ottimale per ogni situazione. Ci sono una serie di fattori da prendere in considerazione, tra cui l’avversione al rischio, i redditi, la composizione famigliare ecc. Un altro fattore molto importante da tenere conto è anche l’andamento dei tassi di interesse. Il tasso di interesse che le banche applicano e dato dalla somma dello Spread + Euribor per il muto a tasso variabile, e Spread + Eurirs per i mutui a tasso fisso.

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