Le tecniche che permettono di aumentare i guadagni

Chi vuole guadagnare più soldi dall’investimento, può scegliere di aumentare il capitale investito oppure di assumere più rischio. L’assunzione di maggior rischio può portare anche ad una maggiore perdita del capitale investito ed è per questo che si deve fare molta attenzione.

Di solito, chi vuole guadagnare di più, acquista strumenti finanziari e/o reali più rischiosi per assumere più rischio. Un esempio può essere quella di un risparmiatore che ha sempre investito in titoli di stato oppure in obbligazioni societarie, e inizia a investire in azioni oppure in strumenti derivati.

Acquistare strumenti finanziari e/o reali più rischiosi, non è l’unico modo per assumere più rischio. Altri strumenti disponibili che consentono di assumere maggiore rischio con l’intento di aumentare i guadagni in borsa sono anche il conto a margine e l’operazione di short selling.

Il conto a margine

Il trader, oltre al proprio capitale disponibile può prendere in prestito del denaro per investire nei mercati finanziari. Questo tipo di prestito, di solito utilizzato nel mercato Forex, viene concesso dal broker in cui si ha un conto a margine.

Il broker concede la possibilità al trader di investire una quota maggiore del capitale disponibile. A garanzia dell’operazione viene definito un margine, che è la quota di capitale che viene “bloccata” per coprire eventuali perdite. In pratica il margine è la somma di denaro che l’investitore deve depositare presso il broker come garanzia per tutelarsi da eventuali perdite. Il denaro prestato dal broker non è gratuito, ma richiede certamente il pagamento degli interessi.

Utilizzando il margine si dà origine alla leva. La leva è l’aumento di potere d’acquisto disponibile per il possessore di un conto che prevede il margine. La leva si esprime come rapporto. Ad esempio, una leva 2:1 indica che potremo investire 200 Euro, anche se nel conto abbiamo solo 100 Euro. La scelta di investire ai margini aumenta il rischio per l’investitore. Infatti, la leva non amplifica soltanto le possibili vincite, ma amplifica anche le potenziali perdite, facendosi che l’investitore non perda solo i soldi che dispone, ma anche soldi che non dispone e che sono presi in prestito.

Lo short selling

Il short selling o vendita allo scoperto è un’operazione finanziaria che consiste nella vendita di strumenti finanziari non posseduti con successivo riacquisto. Chi effettua l’operazione, lo fa perché ritiene che il prezzo dei strumenti finanziari scenderà. Nel caso in cui il prezzo scenderà, il rendimento complessivo dell’operazione sarà positivo, invece se il prezzo aumenterà il rendimento complessivo risulterà negativo. Non possedendo i titoli, chi vuole fare questa operazione li deve richiedere in prestito ad un broker. Il broker che concede in prestito i titoli richiede in cambio il pagamento di un tasso di interesse, più un margine di garanzia per l’operazione come ad esempio il 40% del controvalore scambiato. Il margine di garanzia viene calcolato dal broker ogni giorno in base alla variazione del prezzo del titolo. Chi riceve i titoli si impegna a pagare quanto dovuto e a restituire i titoli entro una certa data oppure al verificarsi di un evento. Lo short selling può essere di due tipi:

  • Lo short selling di tipo covered, dove il soggetto che intende vendere allo scoperto si procura preventivamente i titoli prendendoli a prestito dal broker, assicurando in tal modo la consegna al compratore e alla scadenza compra lo stesso numero di azioni in maniera tale da consegnarle al broker che ha fatto da garante.
  • Lo short selling di tipo naked, dove non si prevede alcun prestito o coperture preventivi, per cui il regolamento della transazione non è garantito. Questo tipo di operazione viene spesso utilizzata nelle transazioni infra giornaliere oppure dal market maker qualora questi non abbia un’offerta sufficientemente ampia da soddisfare la domanda del mercato per una particolare azione. Se la transazione è conclusa nello stesso giorno, infatti, colui che vende allo scoperto non incorre nei costi di prestito del titolo. Qualora l’operazione non fosse conclusa nello stesso giorno, lo short seller è tenuto a prendere a prestito il titolo, a versare il margine di garanzia e a sostenere di conseguenza i relativi costi.

Chi ricorre all’operazione di short selling lo fa per diversi motivi e tali motivi non sono sempre gli stessi per tutti. Spesso tale operazione non si effettua perché si hanno informazioni certe che il prezzo del titolo scenderà, ma per altre motivazioni. Tra le motivazioni per cui si ricorre ad un’operazione di short selling si possono menzionare:

  • Minimizzare l’effetto tasse. Tale strategia permette di bloccare i profitti e prorogare le tasse sui capital gains. Nel caso in cui le aliquote fiscali sui profitti a breve termine siano diverse da quelle dei profitti a lungo termine, il shorting against the box viene impiegato per manipolare la tempistica dei profitti, quale strategia di minimizzazione delle tasse.
  • Attenuare gli effetti ex dividend. Tale strategia permette agli investitori di bloccare i profitti, maturare il dividendo, e impedire che il prezzo scenda a seguito dello stacco del dividendo.
  • Coprire una posizione Long. Un investitore può coprire la propria posizione lunga assumendo una posizione corta sul medesimo titolo e rimanendo quindi immune alle oscillazioni del titolo.
  • Fare arbitraggio. Gli arbitraggisti tentano di sfruttare le differenze nei prezzi dei titoli nei vari mercati assumendo posizioni di segno opposto su due o più contratti.
  • Fare trading. Molte delle operazioni di short selling sono di tipo speculativo e quindi ricorrendo all’analisi fondamentale, l’analisi tecnica o altre tipologie di analisi il trader cerca di prevedere se il titolo scenderà o meno.
  • Altre motivazioni.

L’operazione di short selling è un’operazione rischiosa e, inoltre, è molto più rischiosa rispetto ad un’operazione di compravendita di strumenti finanziari. Il prezzo di un titolo può aumentare all’infinito e di conseguenza anche la perdita potenziale tenderà all’infinito. Dall’altra parte il guadagno sarà limitato, perché al massimo il prezzo tenderà a zero. Tutto questo significa che l’operazione di short selling, considerando l’elevato rischio, non è un’operazione per tutti e addirittura per alcune tipologie di soggetti è vietato per legge. Se si fa riferimento ai fondi a lungo termine, i fondi comuni di investimento, i fondi pensione e le assicurazioni, essi non possono utilizzare lo short selling. Tra i fondi che utilizzano la vendita allo scoperto si possono menzionare gli hedge funds.

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