La guida definitiva sul prestito personale

Il prestito personale rientra nell’ampia categoria del credito al consumo e può essere concesso solo al consumatore finale e non a una persona fisica o giuridica che voglia utilizzarlo a fini d’impresa o per la propria attività professionale.

Essendo un finanziamento non finalizzato all’acquisto di un bene o servizio specifico, il contratto viene concluso direttamente tra il consumatore e la banca o la società finanziaria, senza la presenza di un convenzionato, come nel caso del prestito finalizzato.

Questo mancato collegamento negoziale tra la somma prestata e il bene o servizio da acquistare rende il prestito personale un prodotto di credito tendenzialmente più rischioso, rispetto al prestito finalizzato. Per ovviare al problema, alcune banche e finanziarie chiedono al cliente di giustificare la richiesta di finanziamento mediante la presentazione di un preventivo, spesso controfirmato dal rivenditore del bene o servizio.

Per quanto riguarda le garanzie richieste, la concessione del prestito personale generalmente non è subordinata alla presentazione di garanzie reali come il pegno o l’ipoteca sui beni del richiedente. Nella maggior parte dei casi l’unica forma di garanzia rimane la firma di un coobbligato o di un terzo fideiussore, che garantisca la restituzione della somma prestata mediante il pagamento delle rate. Più rari, invece, sono i casi di banche e finanziarie che richiedono la cambializzazione delle rate.

Quali elementi analizzare prima della scelta del prestito personale?

Nella scelta del prestito personale, è importante che il richiedente, prenda in considerazione alcuni elementi essenziali come, le condizioni economiche, la modalità di rimborso e il piano di ammortamento. Solo analizzando questi elementi prima della sottoscrizione del contratto si può fare una scelta ottimale.

Le condizioni economiche determinano l’onerosità complessiva del prestito personale, per cui al momento della scelta tra più offerte è bene fare molta attenzione al TAN (Tasso Annuo Nominale) e al TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale). Il primo indica il tasso d’interesse annuo applicato dall’istituto finanziario per calcolare le rate, ma rappresenta il costo complessivo. Il secondo, invece, indica il tasso di interesse annuo comprensivo di tutti i costi del finanziamento e comprende anche le spese accessorie obbligatorie come le spese di istruttoria pratica, le spese di incasso rata e eventuali premi assicurativi obbligatori. Il TAEG non tiene conto dei bolli statali e delle tasse. A parità di altre condizioni, si deve scegliere il prestito personale con il TAEG minore.

Anche la modalità di rimborso è importante perché influenza sia il costo complessivo, sia la capacità di rimborso del prestito. La rata può essere pagata a cadenza mensile, trimestrale o semestrale e può essere costante, crescente o decrescente.

I prestiti personali prevedono quasi sempre il piano di ammortamento alla francese con rate costanti, a quota capitale crescente e quota interesse decrescente.

I documenti necessariper l’istruttoria nel prestito personale

Dopo aver scelto l’offerta di prestito migliore per le proprie esigenze, si deve fare richiesta online oppure presso la filiale della banca o della società finanziaria.

I documenti richiesti per accedere alle varie forme di credito variano generalmente a seconda della tipologia di prodotto richiesto, dell’importo richiesto, dell’anzianità di servizio del lavoratore, della tipologia di lavoro svolto, dell’azienda presso la quale si lavora o della presenza o meno di immobili di proprietà.

Di solito i documenti che le banche e le società finanziarie richiedono nella maggior parte dei casi sono:

  • La copia di un documento di identità.
  • La copia del codice fiscale o tessera sanitaria.
  • L’ultima busta paga e Modello CUD per i lavoratori dipendenti e in alcuni casi anche i certificati di stipendio o attestato di servizio.
  • L’ultimo Modello Unico completo per i lavoratori autonomi.
  • Il cedolino Pensione O bis M e Modello CUD per i pensionati.
  • La copia dell’ultima bolletta di utenza pagata.

La cosa migliore sarebbe quella di preparare tutta la documentazione necessaria prima di fare la richiesta online oppure prima di presentarsi presso la filiale di riferimento.

Cosa deve contenere il contratto del prestito personale?

Prima di sottoscrivere il contratto del prestito personale è importante verificare se ci sono tutti gli elementi richiesti dalla legge.

L’art. 124, comma 2, del Testo Unico Bancario, stabilisce che un contratto di prestito personale deve contenere i seguenti elementi:

  • Il tasso di interesse praticato.
  • Ogni altro prezzo e condizione praticati, inclusi i maggiori oneri in caso di mora
  • L’ammontare e le modalità del finanziamento.
  • Il numero, gli importi e la scadenza delle singole rate.
  • Il tasso annuo effettivo globale (TAEG)
  • Il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il TAEG può essere eventualmente modificato.
  • L’importo e la causale degli oneri che sono esclusi dal calcolo del TAEG.
  • Le eventuali garanzie richieste.
  • Le eventuali coperture assicurative richieste e non incluse nel calcolo del TAEG.

Infine, ricordiamo che il contratto di finanziamento deve essere redatto per iscritto e in duplice copia, una delle quali va al cliente, altrimenti in caso contrario è da ritenersi nullo.

Come viene valutata la richiesta del prestito personale da parte dell’istituto finanziario?

Ogni richiesta di prestito personale viene analizzata con cura da parte della banca o della società finanziaria, con il fine di ridurre al minimo i casi di insolvenza.

Durante il processo di valutazione si analizzano in modo approfondito i dati personali forniti dal richiedente, i dati che si hanno nel proprio database e i dati sul comportamento creditizio forniti dalle banche dati o Centrali Rischi.

Attraverso i dati raccolti si cerca di prevedere l’affidabilità futura del soggetto attribuendogli un punteggio di rischio di credito (scoring). La richiesta del prestito personale è quindi accettata o rifiutata in base allo scoring risultante e alla propensione al rischio di ciascun istituto finanziario.

Cosa succede nel caso di ritardato o mancato pagamento di una rata?

Può succedere che per vari motivi, la rata viene pagata in ritardo oppure non viene pagata affatto. L’interruzione del rimborso, anche di una sola rata del finanziamento, oltre a comportare l’immediata inadempienza nei confronti dell’istituto finanziario, genera alcune spiacevoli conseguenze come ad esempio:

  • La maggiorazione degli interessi dovuti con l’applicazione degli interessi di mora.
  • L’inserimento del proprio nominativo nella lista dei pagatori ritardatari e/o la segnalazione alla Centrale Rischi, che condivideranno le informazioni con l’intero sistema bancario e finanziario.
  • La riduzione della possibilità di ottenere un prestito nel futuro.

Sicuramente, queste non sono le uniche conseguenze negative che derivano dal ritardo o mancato pagamento di una rata, ma ci sono anche molte altre.

L’estinzioneanticipata del prestito personale

Chi ha ottenuto un prestito personale, ha diritto di estinguere anticipatamente il suo prestito in qualsiasi momento. In tal caso, verrà richiesta la restituzione del capitale residuo, degli interessi maturati e, se prevista dal contratto anche una penale calcolata sull’importo rimborsato, nella misura dell’1% se la durata residua è superiore a un anno, o dello 0,5% se è pari o inferiore a un anno. L’importo della penale non può comunque superare quello degli interessi residui. La penale non è dovuta se:

  • L’importo rimborsato anticipatamente corrisponde all’intero debito residuo ed è pari o inferiore a 10.000 Euro.
  • Il rimborso anticipato avviene a seguito dell’intervento di un’assicurazione stipulata per garantire il credito.

L’estinzione anticipata si otterrà con le modalità previste nel contratto del prestito personale anche se è sempre preferibile utilizzare una raccomandata A/R per formalizzarne la richiesta.

Leggi anche: Tutto sull’estinzione anticipata del mutuo

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