La guida completa all’investimento in ETF

Gli ETF stanno diventando tra gli strumenti di investimento preferiti tra i piccoli risparmiatori, perché le loro caratteristiche sono tali da renderli adattabili a diverse esigenze e obiettivi dell’investitore. Si tratta di fondi d’investimento a gestione passiva, che vengono negoziati nei mercati finanziari e che permettono al piccolo risparmiatore di replicare con poco denaro le performance di un intero indice azionario, obbligazionario, un paniere di valute, un indice di materie prime oppure altre tipologie di indici.

La gamma degli ETF a disposizione degli risparmiatori è veramente elevata. Esistono le Equity ETF, le Fixed Income ETF, le Commodities ETF, le Currency ETF, le Alternatives ETF e molti altri ancora. Il piccolo risparmiatore può acquistarli online oppure offline, ma il modo più semplice per investire in ETF rimane quello di utilizzare un conto titoli che da accesso al mercato degli ETF e fare tutto comodamente da casa.

I vantaggi dell’investimento in ETF

Investire in ETF permette di avere una serie di vantaggi non trascurabili, tra cui si possono menzionare:

  • La maggiore diversificazione del portafoglio investimento, che permette di ridurre i rischi.
  • La riduzione dei costi di gestione, non essendoci commissioni di entrata, di uscita o di performance.
  • L’elevata liquidità dello strumento e quindi la possibilità di venderlo tempestivamente ed economicamente.
  • La mancanza del rischio di insolvenza, poiché il patrimonio investito negli ETF viene restituito anche in caso di fallimento delle società che lo gestisce.
  • Altri vantaggi.

I rischi del investimento in ETF

Quando si parla di investimenti in genere non si può non parlare di rischio. L’investimento in ETF non è assente da rischi e il suo rischio è legato al suo benchmark di riferimento. Pertanto, l’investimento in ETF può portare alla perdita dell’intero capitale investito. Chi vuole investire in questa tipologia di strumento finanziario deve fare molta attenzione e deve ricordare sempre la regola che maggiore è il rendimento potenziale, maggiore sarà il rischio dell’investimento.

Il rendimento degli ETF

Gli ETF offrono la possibilità di investire su un indice, settore o area geografica attraverso un’operazione di acquisto o di vendita immediata senza dovere comprare singolarmente tutti i titoli appartenenti a quel comparto. Ciò comporta che il rendimento dell’ETF è molto simile a quello dell’indice di riferimento. Rispetto al rendimento del benchmark di riferimento, il rendimento dell’ETF è influenzano anche dai costi del prodotto e quindi è importante essere informato anche sui costi prima di investire.

I costi dell’investimento in ETF

Il costo attribuibile all’ETF viene rappresentato dal TER (Total Expense Ratio) e dipende principalmente dalla tipologia di costruzione, che può essere fisica o sintetica, dalla liquidità dell’indice di riferimento e dalle strategie commerciali della casa prodotto. Più l’ETF è complicato, più i costi rischiano di essere nascosti o difficilmente calcolabili.

Tipicamente il TER espresso dalle case prodotto (e poi effettivo) varia da 0,15% dell’investito per gli ETF che replicano indici obbligazionari, a circa 0,20% per gli azionari, allo 0,50% per gli ETF con strategie più complesse su indici meno liquidi come quelli dei mercati emergenti o materie prime. Oltre a queste spese esistono i costi di negoziazione che però non sono parte del costo specifico dello strumento.

La tassazione degli ETF

Le entrate derivanti dall’investimento in ETF vengono tassate con la stessa aliquota del 26% a cui vengono tassate le azioni, i fondi comuni di investimento ecc. L’unica eccezion viene fatta per gli ETF che investono in titoli pubblici italiani ed equiparati e derivanti da titoli pubblici di Stati esteri appartenenti alla cosiddetta White List, per i quali vale l’aliquota del 12,5%.

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