Sono in molti coloro che non vogliono rischiare i propri risparmi ed è per questo che spesso scelgono di tenere i soldi nel conto corrente. Lasciare i soldi nel conto corrente, di solito, non è una scelta ottimale, perché non si ottiene dalla banca nessun rendimento sul capitale depositato e con il tempo il capitale si riduce a causa delle spese bancarie, l’imposta di bollo e dall’inflazione.

Per chi non vuole investire in borsa i propri risparmi, una soluzione alternativa, poco rischiosa e che permette di generare un guadagno passivo sul capitale depositato è il conto deposito. In pratica, il conto deposito non è altro che un conto corrente bancario con limitate funzionalità e che ha come unico scopo quello di fare fruttare interessi elevati sul patrimonio investito.

I conti deposito non consentendo ai titolari di prelevare più della liquidità disponibile sul conto e non per la loro apertura non è richiesta la concessione di nessuna garanzia. I titolari del conto possono liberamente depositare liquidi sul conto e prelevare fino al raggiungimento della disponibilità.

Per quanto riguarda la tassazione degli interessi, il conto deposito non differisce dalle altre forme di investimento. Infatti, le imposte sono fissate al 26% sugli interessi maturati.

Come aprire un conto deposito

Aprire un conto deposito è semplicissimo. Per l’apertura del conto deposito sono solitamente richiesti solamente il codice fiscale, un documento di identità in corso di validità ed almeno un conto corrente tradizionale da utilizzare in qualità di conto predefinito/di appoggio.

Il conto deposito si può aprire direttamente online oppure si può recare in una delle filiali della banca scelta. In entrambi i casi la normativa antiriciclaggio (d.lgs 21 novembre 2007, n. 231) impone alle banche l’identificazione finanziaria del depositante.

Nel caso dell’apertura del conto deposito online, l’identificazione, di solito, può essere effettuata attraverso una videochiamata oppure tramite un bonifico da un conto corrente predefinito/di appoggio verso il nuovo conto deposito.

In alcuni casi per l’apertura di un conto deposito viene richiesto anche un deposito minimo iniziale per l’apertura. Si tratta però solitamente di importo contenuto e non tale da ostacolarne l’apertura da parte dei clienti interessati.

Come scegliere il conto deposito

Prima di aprire un conto deposito è necessario fare la pianificazione finanziaria e una ricerca sulle diverse offerte di conti depositi presenti sul mercato. La ricerca può essere fatta online oppure si può recare presso le filiali di diverse banche richiedendo informazioni.

Quando si deve scegliere tra più conti deposito è bene considerare il rendimento effettivo garantito da ciascuno. Ciò consiste nel valutare, per ogni conto, il tasso di interesse promesso, la capitalizzazione degli interessi, le spese da sostenere per il deposito. Di seguito vengono descritti i vari parametri che concorrono al rendimento effettivo del conto deposito ed il tasso effettivo, che li sintetizza tutti:

  • Il tasso di interesse. Rappresenta il rendimento garantito sul capitale investito ed è di solito espresso in termini lordi. Nella valutazione si deve fare molta attenzione anche al periodo di tempo nel quale il tasso è garantito perché spesso ai nuovi clienti vengono offerte condizioni di favore, ma il tasso a regime potrebbe poi essere ridotto anche in modo considerevole.
  • La capitalizzazione degli interessi. Riguarda la modalità con cui vengono corrisposti gli interessi maturati ad esempio a fine anno, a fine mese, ad intervalli calcolati a partire dalla data di apertura del conto ecc. È un parametro molto importante, in quanto gli interessi maturati possono essere reinvestiti, e quindi la redditività effettiva del conto può variare. A titolo d’esempio, un conto che garantisce interessi del 3% da corrispondere ad un anno dal deposito è meno redditizio di un conto che corrisponde sempre il 3%, ma gli interessi maturano ogni mese.
  • Le spese. Di solito per l’apertura, il mantenimento e la chiusura del conto deposito non vengono addebitati costi al cliente, ma ci sono anche banche che addebitano costi. Anche per quanto riguarda l’imposta di bollo, che è proporzionale al deposito ed è pari allo 0,20% calcolato sulle giacenze, ci sono banche che lo addebitano al cliente e banche che non lo fanno. Tutti questi costi incidono sul guadagno finale si deve fare attenzione nella scelta.

Solo dopo aver valutato attentatamene questo elementi si deve prendere la decisione finale per aprire il conto deposito.

Vincolare il capitale depositato nel conto deposito

Spesso per chi accetta di vincolare il capitale depositato, le banche offrono condizioni di favore come ad esempio tassi di interesse più elevati o il pagamento anticipato degli interessi. In questi casi l’investitore mantiene la possibilità di prelevare il proprio capitale prima della scadenza del vincolo ma generalmente perde il diritto a percepire gli interessi.

Sicuramente questa è una buona opportunità per coloro che non hanno bisogno del capitale per un determinato periodo di tempo. La scelta se vincolare il capitale depositato oppure no è una scelta soggettiva e dipende da una serie di fattori che devono essere analizzati prima del vincolare il capitale.

Quali sono i rischi del conto deposito

Gli importi fino a 100.000 euro vengono garantiti dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi per ogni singolo depositante. In questo caso il rischio del depositante consiste nel non poter avere disponibilità del capitale depositato nel momento desiderato.

Nel caso in cui l’importo depositato nel conto deposito è maggiore di 100.000 euro, la parte eccedente i 100.00 euro non viene garantita dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi. Quindi, oltre, al rischio di non poter avere la disponibilità del capitale depositato nel momento desiderato, si aggiunge anche il rischio di perdere una parte del capitale.

Se, però, il numero delle banche che fallisce è elevato e in continuo aumento, difficilmente il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi sarà in grado di garantire tutti i depositi con importo fino a 100.000 euro, quindi il rischio non può essere mai nullo.

Un altro rischio a cui si può ricorrere riguarda il rischio di variazioni unilaterali delle condizioni economiche e contrattuali. Il cliente, però, viene tutelato dalla normativa in quanto ha facoltà di recedere entro 60 giorni dalla comunicazione della variazione.

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