I metodi utilizzati per valutare le opere d’arte

L’investimento in opere d’arte è l’unico investimento che coniuga collezionismo, passione e ritorno economico. Le opere d’arte rientrano nella categoria degli investimenti alternativi, ossia quei investimenti che presentano particolari proprietà di relazione rischio/rendimento e che normalmente non si può trovare negli investimenti tradizionali. A differenza degli investimenti tradizionali come ad esempio le azioni e le obbligazioni, la valutazione di questa tipologia di investimento è più complessa, rendendolo così difficilmente fattibile per la maggior parte dei piccoli risparmiatori.

Chi intende investire in opere d’arte deve non può investire a caso, ma deve analizzare l’opera. Solo ciò, però, non basta per fare una scelta ottimale. Prima di investire in opere d’arte è necessario fare la pianificazione finanziaria, determinare il proprio profilo di rischio e valutare gli effetti in termini di rischio e rendimento che tale investimento produrrà nel portafoglio di investimento esistente. Solo seguendo questi step si potrà massimizzare il rendimento a parità di rischio, oppure minimizzare il rischio a parità di rendimento.

La valutazione delle opere d’arte

La valutazione delle opere d’arte può essere effettuata utilizzando diversi metodi. Alcuni tra quelli che vengono maggiormente utilizzati nella valutazione del rendimento atteso di un investimento in opere d’arte sono: il metodo del testimone privilegiato, il metodo del dipinto medio, il metodo delle vendite ripetute, il metodo del rapporto prezzo – stima e il metodo del prezzo edonico. Ciascuno di questi metodi è caratterizzato da vantaggi e svantaggi che è importante conoscerli prima di scegliere di utilizzare l’uno rispetto all’altro. Passiamo adesso a presentare ciascun metodo:

  • Il metodo del testimone privilegiato. È stato il primo a essere stato proposto e utilizzato nella valutazione delle opere d’arte. In pratica, un gruppo di esperti estrae un campione arbitrariamente rappresentativo del mercato da analizzare, tra le opere in quel periodo sono state vendute. Si calcola il prezzo medio, e si valuta l’andamento del mercato. Uno degli indici più importanti costruiti seguendo questo metodo è Il Sotheby’s Art Index. Questo metodo di analisi del mercato delle opere d’arte ha una serie di svantaggi sia perché l’analisi è fortemente soggettiva, sia perché si rischia di distorcere sistematicamente l’andamento del mercato, nel caso in cui le opere inserite nel campione hanno un andamento diverso da quelle escluse.
  • Il metodo del dipinto medio. Il metodo cerca di migliorare il metodo del testimone privilegiato limitando al massimo la parzialità e la soggettività del campione utilizzato. In questo caso si costruisce in campione con dipinti che rispettano certe caratteristiche medie. Il metodo risulta essere parsimonioso se il meccanismo di selezione è efficace. Anche questo metodo hai degli svantaggi, perché la selezione delle caratteristiche medie può essere sottoposta a distorsioni, se il mercato valuta diversamente altre caratteristiche.
  • Il metodo delle vendite ripetute. Un modo naturale per stimare la rivalutazione di un’opera d’arte è quello di confrontare il suo prezzo di acquisto con il suo prezzo di vendita. Il metodo non è però facilmente applicabile. Se da una parte il metodo risolve il problema dell’eterogeneità delle opere, dall’altra parte non si deve dimenticare che solo un numero esiguo di oggetti transita sul mercato più di una volta. Questo comporta che la valutazione del mercato viene eseguita attraverso un campione sottodimensionato a priori non necessariamente rappresentativo, che può comportare una stima distorta dell’andamento del mercato.
  • Il metodo del rapporto prezzo – stima. Si tratta di uno dei metodi più efficaci per risolvere il problema dell’eterogeneità nella valutazione del mercato dell’arte. In questo caso viene utilizzata la stima dell’opera presente in tutti i cataloghi. La stima è un’informazione pubblica, nota prima della transazione, in cui la casa cerca di approssimare il valore dell’oggetto, e quindi la sua qualità. Se viene accettata l’ipotesi di correttezza della stima, allora un indice di mercato può essere costruito partendo dal rapporto tra il prezzo di aggiudicazione e la stima interpretabile come la previsione di valore ex ante. In sintesi, l’indice cresce solo se un dipinto, di qualsiasi valore esso sia, viene venduto a un prezzo superiore alla sua stima. Il mercato registra quindi un andamento positivo quando le opere vengono vendute a prezzi sistematicamente superiori alle stime.
  • Il metodo del prezzo edonico. Il metodo si basa sulla concezione edonica, secondo la quale i beni non sono domandati in quanto tali, ma in quanto portatori di alcune caratteristiche che sono richieste dai consumatori. Nel caso del mercato delle opere d’arte, il prezzo di un dipinto può essere spiegato dagli attributi che ha, ad esempio se è un olio o un acrilico, se è grande o piccolo, se raffigura una scena di caccia o una battaglia navale. Questo metodo può essere considerato particolarmente promettente per la valutazione dell’arte etnica.

Chi intende investire in opere d’arte e non le capacita e i mezzi per valutarli può benissimo assumere un professionista del settore per svolgere tale compito.

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