Come valutare la qualità dei diamanti

Spesso, chi acquista un diamante lo fa in un ottica di investimento, ossia con l’intenzione di generare un capital gain dalla vendita in un momento successivo. L’investimento in diamanti rientra nella categoria degli investimenti alternativi e che di solito non sono adatti a qualsiasi tipo di investitore per vari motivi, come ad esempio il prezzo iniziale di acquisto che è elevato, l’illiquidita che li caratterizza, il rischio e altri fattori.

Chi intende investire in diamanti deve fare sempre molta attenzione prima dell’acquisto, soprattutto se non vuole rischiare di perdere l’intero capitale investito. Ad esempio a scelta del venditore di diamanti è di fondamentale importanza. Basta scegliere il venditore truffatore è si finisce ad acquistare diamanti falsi, come è capitato a molti. Di solito per ridurre tale rischio, è necessario informarsi prima sul venditore ed inoltre richiedere il certificato gemmologico che accompagna ogni diamante da investimento. Tale documento viene rilasciato da un laboratorio specializzato e indipendente che ne garantisce l’autenticità e rappresenta la carta di identità del diamante. Avendo il certificato in mano si possono fare anche le giuste valutazioni prima di investire e mettere a rischio i soldi.

Infatti prima di investire in diamanti è necessario valutare la qualità del diamante, fare la pianificazione finanziaria, determinare il proprio profilo di rischio e valutare gli effetti in termini di rischio / rendimento che l’acquisto del diamante produrrà sul portafoglio di investimento esistente. Solo seguendo questi passi si riuscirà a fare una scelta ottimale, ossia massimizzare il rendimento a parità di rischio, oppure minimizzare il rischio a parità di rendimento.

Per quanto riguarda la pianificazione finanziaria, la determinazione del profilo di rischio e la creazione del portafoglio ottimale, ne abbiamo parlato in altri post. In questo post, invece, si parlerà su come può essere valutato un diamante.

La valutazione della qualità del diamante

Solo una adeguata valutazione della qualità del diamante consentirà di non fare un acquisto sbagliato, ad esempio comprando il diamante ad un prezzo maggiore rispetto alle sue caratteristiche o addirittura acquistare un diamante finto.

Nella carta d’identità del diamante vengono inserite tutte le informazioni necessari che determinano il prezzo finale. Non tutte le informazioni presenti nel certificato hanno lo stesso peso nella determinazione del prezzo. Tra le caratteristiche più importati nel determinare il valore di un diamante si possono menzionare le cosiddette 4C, ossia Cut (taglio), Color (colore), Clarity (purezza) e Carat (peso).

  • Cut (taglio). Il taglio influenza la brillantezza e quindi la bellezza di ogni diamante. Quando viene tagliato con le giuste proporzioni, il diamante sprigiona la massima quantità di luce esaltando la bellezza della pietra. Invece, se tagliato in modo sbagliato non consente alla luce di riflettere correttamente sulle varie facce. Nel taglio esistono una serie di parametri e di rapporti che devono essere rispettate. Esistono svariate tipologie di tagli: brillante, rettangolare a gradini (taglio smeraldo), ovale, marquise, goccia e altro ma, il taglio più commerciale, e quindi più interessante e consigliabile dal punto di vista di una resa economicamente vantaggiosa, è il taglio a brillante.
  • Color (colore). Un diamante completamente incolore è molto raro, e risulta perciò molto pregiato. Ma anche un colore estremamente intenso e acceso risulta ugualmente raro e prezioso, come ad esempio i diamanti con tonalità di colore blu, rosa, verde, giallo, arancio, rosso, La qualità del colore si rappresenta con le lettere dell’alfabeto in una scala decrescente a partire dalla lettera D alla Z.
  • Clarity (purezza). Tutti i diamanti, come ogni altra gemma, hanno delle imperfezioni interne che sono piccolissime inclusioni interne di varia natura e entità che influenzano la bellezza. Le gemme con inclusioni minori o nulle sono rare e quindi più pregiate. Le imperfezioni esterne, solitamente graffi o mancanze di materiale, non devono essere considerate nella determinazione della purezza, in quanto potrebbero essere rimosse con opportune lavorazioni di ritaglio o politura. Per convenzione internazionale, la purezza dei diamanti, è determinata a 10x (lente a dieci ingrandimenti).
  • Carat (peso). Il peso del diamante è espresso in carati (ct). Un carato si divide in 100 punti. Ad esempio un diamante da 90 punti pesa 0.9 carati. Siccome i diamanti di grandi dimensioni sono rari, maggiore sarà il peso e maggiore sarà il prezzo. A parità di altre caratteristiche, l’aumento del peso porterà ad un aumento più che proporzionale del prezzo.

Nella tabella sottostante si possono vengono rappresentate più dettagliatamente le cosiddette 4C.

Chi intende investire in diamanti e non le capacita e i mezzi per valutarli può benissimo assumere un professionista del settore per svolgere tale compito.

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

I commenti sono chiusi.