Come usare l’analisi fondamentale per fare trading in azioni

Chi fa trading in azioni, sa che il prezzo dei titoli azionari non rappresenta quasi mai il valore reale di un’azienda, anche perché i mercati finanziari sono tutt’altro che efficienti.

Per tale motivo diventa fondamentale utilizzare strumenti di analisi che permettono di avere informazioni se conviene oppure no investire in un determinato titolo azionario.

Uno dei principali strumenti di analisi che viene utilizzato dai trader per determinare il valore reale del titolo azionario è l’analisi fondamentale. Tale tipologia di analisi si basa sullo studio delle variabili fondamentali di un’impresa.

Come calcolare il valore intrinseco del titolo azionario

Per calcolare il valore intrinseco del titolo azionario ci sono diversi modelli, alcuni più semplici, altri più complessi. La maggiore complessità di un modello, non comporta necessariamente risultati più attendibili, anzi in alcuni casi il risultato finale è tutt’altro che attendibile. I diversi modelli utilizzati per valutare il valore reale di un’azienda possono essere suddivisi in due grandi gruppi:

  • I modelli di attualizzazione dei dividendi (Dividend discount models)
  • I multipli di Borsa (Stock market multiples)

Per entrambi i gruppi, con il passare del tempo, sono state effettuati diverse modifiche rispetto ai modelli iniziali, portando così miglioramenti e risultati più attendibili.

Come utilizzare i modelli di attualizzazione dei dividendi per fare trading in azioni

I modelli di attualizzazione dei dividendi determinano il valore reale del titolo azionario, attualizzando i dividendi erogati durante tutto il periodo di detenzione del titolo finanziario e il prezzo finale. In formula tale modello può essere espresso nel seguente modo:

Il tasso di interesse k utilizzato per l’attualizzazione, di solito, viene calcolato attraverso il modello CAPM. Nel corso degli anni, sono stati elaborati altri modelli di attualizzazione dei dividendi, portando delle modifiche al modello iniziale, tra cui possiamo menzionare:

  • Il modello di Gordon
  • Il modello a 2 stadi
  • Il modello H
  • Il modello a 3 stadi

In pratica, nei modelli di attualizzazione dei dividendi, il trader studiando principalmente i dati di bilancio della società, calcola il valore intrinseco del titolo azionario. Tale valore poi si confronta con la quotazione in borsa per determinare se il titolo è sottovalutato oppure sopravalutato. Se il valore intrinseco è maggiore del prezzo di mercato, significa che il titolo risulta sottovalutato e quindi conviene acquistare. Invece, se il valore intrinseco è minore del prezzo di mercato, significa che il titolo e sopravalutato e quindi conviene vendere.

Nonostante i modelli di attualizzazione dei dividenti rappresentano l’approccio più corretto concettualmente, gli stessi risultati si possono raggiungere ricorrendo anche ai multipli di borsa.

Come utilizzare i multipli di borsa per fare trading in azioni

I multipli di borsa sono indicatori che contengono importanti informazioni di carattere economico, finanziario e patrimoniale e per la loro semplicità di calcolo vengono spesso preferiti dai trader. Alcuni dei multipli di borsa più utilizzati da parte di chi fa trading in azioni sono:

  • Il rapporto prezzo/utile (P/E)
  • Il rapporto prezzo/valore contabile (P/BV)
  • Il rapporto prezzo/vendite (P/S)

Il P/E può essere utilizzato seguendo diverse strategie, come ad esempio il P/E attuale si può confrontare con il P/E storico oppure con il P/E medio del settore e così via. Se il P/E attuale è minore di quello storico oppure di quello medio del settore, allora il titolo può essere considerato sottovalutato e quindi conviene acquistare. Invece, se il P/E attuale è maggiore di quello storico oppure di quello medio del settore, allora il titolo risulta essere sopravalutato e quindi conviene vendere.

La stessa strategia utilizzata con il P/E, confrontando, quindi, il valore attuale con quello storico oppure quello medio del settore può essere utilizzato anche con i multipli P/BV e P/S.

In alternativa, il multiplo P/BV può essere utilizzato contemporaneamente al ROE (Return on Equity) per determinare se il titolo è sottovalutato oppure sopravvalutato. In questo caso, se il P/BV è basso e il ROE è alto significa che il titolo azionario è sottovalutato e quindi conviene acquistare. Invece, se il P/BV è alto e il ROE è basso significa che il titolo è sopravalutato e quindi conviene vendere.

L’ultimo multiplo, ma non meno importante è il P/S dove il denominatore è difficilmente influenzabile dalle politiche di bilancio e che, rispetto ai primi due, può essere utilizzato anche per le aziende in crisi. Il multiplo P/S può essere utilizzato contemporaneamente all’indicatore RV (Reddittività delle vendite). Se P/S è alto e RV basso, il titolo risulta sopravalutato e quindi conviene acquistare. Invece, se P/S è basso e RV alto, il titolo risulta sottovalutato e quindi conviene vendere.

Attenzione!

Se si vuole fare trading in azioni, oppure con qualsiasi altro strumento finanziario si deve sempre tenere conto del proprio profilo di rischio e le scelte di investimento si devono basare sull’analisi e la pianificazione finanziaria, altrimenti si rischia di perdere l’intero capitale investito.

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