Come non deve essere un portafoglio di investimento ottimale

Oggi chiunque ha la possibilità di investire i propri risparmi, scegliendo fra una vasta gamma di strumenti finanziari, ad esempio investendo in azioni, obbligazioni, ETF, opere d’arte, commodities, futures, options, covered warrants, certificates, hedge funds, fondi comuni di investimento, criptovalute e molto altro.

Una caratteristica che accomuna tutti gli investitori è quella avere un portafoglio di investimento che permette di guadagnare di più e rischiare di meno. Se il significato della parola guadagno o rendimento è più facile da comprendere, la stessa cosa, non si può dire del significato della parola rischio, il quale non è altro che la probabilità che il rendimento finale o il prezzo si discosta da quello atteso. Di solito maggiore è il rischio assunto, maggiore è la probabilità che il rendimento o il prezzo finale si discosta tanto da quello atteso e quindi ciò comporta di guadagnare tanto oppure di perdere tanto. Il rischio, quindi, non comporta solo eventi negativi, ma comporta anche eventi positivi per un investitore.

Purtroppo la maggior parte di chi investe nei mercati finanziari, ma non solo, perde una parte dei soldi investiti, anche quando i mercati hanno un trend positivo. Questo accade perché si fanno molti errori, uno dei quali riguarda la creazione del portafoglio di investimento. Come è già noto, un portafoglio di investimento deve essere ottimale, perché solo così si può avere un rendimento maggiore a parità di rischio o un rischio minore a parità di rendimento.

Se in altri post abbiamo parlato su come viene costruito un portafoglio di investimento ottimale, in questo post cercheremo di spiegare come non deve essere un portafoglio di investimento per aumentare la probabilità di successo.

Il portafoglio ottimale non può essere ottimale per tutti

Non esiste un portafoglio ottimale per ogni investitore. Chi dice che il portafoglio ottimale per tutti gli investitori dovrà contenere 20% di azioni dell’azienda X, 30% di azioni dell’azienda Y e 50% di obbligazioni dell’azienda Z oppure altre combinazioni o non sa niente di investimenti oppure lo fa di proposito per far perdere soldi a chi vuole investire. Il portafoglio di investimento dovrà essere costruito tenendo conto del profilo di rischio individuale, dei risultati ottenuti dalla pianificazione finanziaria dell’individuo e dall’analisi finanziaria, altrimenti si rischia di fare dei danni irreparabili.

Il portafoglio ottimale non può essere ottimale per sempre

Se il portafoglio dell’anno scorso è stato ottimale, questo non comporta che dovrà continuare ad essere quello ottimale anche quest’anno. In un anno possono essere avvenuti molti cambiamenti che riguardano non solo i mercati finanziari, ma anche noi stessi. Almeno una volta all’anno è necessario rifare un’analisi dei mercati finanziari, la pianificazione finanziaria, rideterminare il nostro profilo di rischio e ricomporre il portafoglio di investimento.

La ricomposizione del proprio portafoglio di investimento non comporta solo la vendita di alcuni strumenti finanziari già presenti nel proprio portafoglio e l’acquisto di altri che non si dispone, ma può comportare anche solo una variazione dei pesi dei titoli presenti né proprio portafoglio.

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