Negli ultimi anni, anche a causa della crisi economica e finanziaria, è aumentato il numero delle persone che non sono più in grado di continuare a pagare i debiti, esponendosi, così, al rischio di un’esecuzione forzata, come ad esempio il pignoramento del conto corrente che a differenza di beni come la casa e l’auto, rappresenta una fonte immediata di liquidità.

Una banca, una società finanziaria o qualsiasi creditore, difficilmente rinuncerà a recuperare i soldi che li spettano, a maggior ragione se ha a disposizione appositi uffici legali a cui rivolgersi per pignorare il conto corrente.

Tranne in rari casi che non staremo a spiegare, quando arriva la lettera di un legale non sarebbe saggio sottovalutarla, specie se minaccia l’esecuzione forzata. La cosa migliore, in questo caso, sarebbe quella di prendere contatto con il creditore, rendendosi disponibili alla restituzione del debito. Ad esempio si può chiedere al creditore un rimborso rateizzato o la concessione di un termine per saldare, allontanando così l’eventualità di un pignoramento, quantomeno in modo temporaneo.

Se non si prende contatto con il debitore si rischia di più, perché il debitore può richiedere e ricevere un titolo esecutivo e in questo caso potrebbe essere troppo tardi.

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Cos’è il Titolo esecutivo

Il titolo esecutivo è quel documento che consente di promuovere l’esecuzione forzata e che dà diritto al creditore il diritto di recuperare le somme che gli spettano attraverso:

  • Il pignoramento immobiliare, come ad esempio la casa di proprietà.
  • Il pignoramento mobiliare, come ad esempio il portafoglio titoli di proprietà.
  • Il pignoramento presso terzi, come ad esempio il conto corrente.

Rientrano fra i titoli esecutivi le cambiali, i decreti ingiuntivi non opposti, le sentenze, le ordinanze di condanna e altre tipologie.

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Come funziona il Pignoramento presso terzi

Il pignoramento presso terzi è quella procedura che serve a bloccare, e successivamente a prelevare, il denaro dovuto al debitore da terzi, dove per terzi si intendono banche, società finanziarie e datori di lavoro. Non a caso questa forma di pignoramento ha ad oggetto quasi sempre conti correnti, conti deposito, stipendio, pensione, TFR e molti altri.

Quando è in corso un pignoramento del conto corrente, il giudice autorizza il blocco delle somme per le quali il creditore agisce, mentre il saldo residuo resta nella disponibilità del titolare. È importante ricordare infatti, che tutti i conti possono essere pignorati, ma solo entro il limite del debito da saldare. Se, ad esempio, il debito ammonta a 10 mila euro ad esempio, non si potrà subire un pignoramento superiore e nel caso che il debitore è titolare di due o più conti correnti, il saldo dei quali solo congiuntamente soddisfa il creditore, vedrà prelevate somme da entrambi i conti, fino a concorrenza della somma. Anche i conti cointestati possono essere pignorati, ma anche qui è previsto un limite, e cioè, fino alla concorrenza della metà del conto ed entro il sotto limite del debito da saldare.

Quanto allo stipendio e alla pensione invece, il pignoramento può avere ad oggetto solo la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale sulle somme presenti in conto, fino al massimo di 1/5 di quelle che devono pervenire.

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Come richiedere il Pignoramento del Conto corrente

Per richiedere il pignoramento del conto corrente, un cittadino, un’impresa, una società, deve rivolgersi al giudice per far emettere il provvedimento di pignoramento, e se si realizza, la banca o la Posta diventa il “Terzo” e assume automaticamente il ruolo di “Debitor debitoris” nei confronti del creditore. Ciò significa che la banca è obbligata per legge a garantire il blocco del conto e la somma pignorata.

Per quanto riguarda invece i debiti fiscali, in caso di mancato pagamento di una cartella esattoriale entro i tempi previsti, tale omissione può far scattare il pignoramento del conto corrente senza che sia necessario alcun procedimento giudiziario.

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Come si possono individuare i Conti aperti e attivi del debitore

Individuare i conti aperti e attivi del debitore è molto più semplice di quello che si può pensare. Basta, infatti, chiedere al giudice di consultare la cosiddetta anagrafe dei conti correnti, la quale fornisce una panoramica di tutti i rapporti bancari o postali. Anche l’Agenzia delle Entrate può procedere in questo modo, ma con un vantaggio, che consiste nella non necessita dell’autorizzazione del Tribunale.

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La soluzione migliore per Evitare il Pignoramento del Conto corrente

La cosa migliore che si deve fare quando non si è in grado di pagare di debiti è quella di prendere contatto con il creditore, portando avanti una trattativa, ed evitando così il pignoramento del conto corrente. Ad esempio si può chiedere al creditore un rimborso rateizzato o la concessione di un termine per saldare. Tentare questa via conciliativa prima che l’esecuzione inizi il suo corso porta grandi benefici.

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La mossa da non fare per Evitare il Pignoramento del Conto corrente

Ci sono diverse mosse a cui alcuni debitori seriali cercano di ricorrere per evitare il pignoramento del conto corrente, come ad esempio lo svuotamento del conto corrente. Se il giudice trova il conto corrente senza soldi, non potrà fare altro che sbloccarlo e rimettere il titolare in condizione di utilizzarlo. Nel caso in cui il debito venga saldato tramite la giacenza sul conto, il conto in rosso si può chiudere senza spese una volta concluso il pignoramento.

La mossa di svuotare il conto corrente può essere efficace solo, ed esclusivamente, solo se si è nullatenenti. Non dimentichiamo infatti che, oltre al pignoramento presso terzi, il creditore ha altre strade da percorrere, come il pignoramento immobiliare e il pignoramento mobiliare.

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