Come calcolare il rischio delle obbligazioni

Quando si decide di investire in obbligazioni, il rendimento non è l’unico fattore da considerare, anzi c’è ne sono molti altri, tra cui anche il rischio. L’investimento in obbligazioni non è un investimento privo di rischio, come molti possono credere, perché anche dall’investimento in obbligazioni si può perdere l’intero capitale investito, ad esempio quando l’azienda fallisce.

Inoltre, prima di investire in obbligazioni è fondamentale determinare anche il proprio profilo di rischio e fare la pianificazione finanziaria, altrimenti si rischia di fare danni irreparabili e non solo dal punto di vista economico e finanziario.

Le diverse tipologie di rischio

Esistono diverse tipologie di rischio che è importante tenere in considerazione prima di investire i propri soldi in un titolo obbligazionario piuttosto che in un altro, come ad esempio:

  • Il rischio di rendimento ex post, che riguarda la possibilità o meno di reinvestire i flussi di cassa allo stesso tasso del TRES.
  • Il rischio emittente, ossia il rischio che l’emittente non paga.
  • Il rischio di prezzo, ossia il rischio che le fluttuazioni di prezzo possono portare guadagni o perdite in conto capitale nel caso in cui il titolo viene venduto prima della scadenza.
  • Il rischio valuta, ossia il rischio che le fluttuazioni nel cambio possono portare variazioni nel rendimento ex post delle obbligazioni.
  • Altri rischi.

Dopo questa breve introduzione sulle diverse tipologie di rischio, passiamo a introdurre gli indicatori di rischio maggiormente utilizzati dagli operatori.

Come misurare il rischio di un titolo obbligazionario

Per misurare il rischio di un titolo obbligazionario si possono utilizzare diversi indicatori di rischio:

  • La duration.
  • La duration modificata.
  • La convessità.
  • Lo spread tra due titoli simili
  • Il rating.

La duration è la media aritmetica delle scadenze dei flussi di cassa associati ad un titolo obbligazionario, in cui ogni scadenza è ponderata con il rapporto esistente tra valore attuale del flusso maturato a quella scadenza e prezzo del titolo. In formula avremo:

duration

La duration è un indicatore di rischio completo perché considera sia la vita residua del titolo sia l’entità e la frequenza delle cedole. Esso, infatti, esprime il periodo necessario per rientrare dall’investimento effettuato o, in altri termini, il periodo per il quale si è esposti al rischio del tasso di interesse. Maggiore è la duration, maggiore è il rischio di un titolo obbligazionario. La duration aumenta al crescere della vita residua del titolo e diminuisce al crescere del tasso di interesse e al crescere dell’ammontare della cedola.

La duration modificata è una misura di sensibilità e consente di stimare la variazione percentuale del prezzo di un titolo in corrispondenza di una determinata variazione del rendimento. Il suo valore, calcolato per il livello corrente del rendimento effettivo, fornisce un’approssimazione lineare della variazione del prezzo. In formula avremo:

Duration modificata = Duration / (1 + TRES)

Con un esempio si può capire meglio questo indicatore. Ad esempio se i tassi d’interesse dovessero salire da 1% a 3% l’obbligazione con la duration maggiore subirebbe la perdita maggiore in funzione della sua duration. Viceversa se i tassi dovessero scendere da 3% scendere a 1% il maggior guadagno si avrà sul titolo con la duration maggiore.

La convessità è un indicatore oggettivo di rischio. Infatti, è indipendente dal peso dei titoli nel portafoglio e da valutazioni soggettive circa le aspettative dei mercati. La convessità misura l’accelerazione oppure la decelerazione nella velocità di aggiustamento del prezzo al tasso di interesse. Inoltre consente di superare il limite della duration che è una approssimazione lineare. In formula avremo:

Un altro modo più semplice per misurare il rischio percepito dal mercato di un titolo è quello di calcolare lo spread di due titoli simili, ad esempio i titoli di stato italiani con i titoli di stato tedeschi di pari durata. Maggiore è lo spread, maggiore è il rischio percepito dal mercato.

L’affidabilità dell’emittente di un prestito obbligazionario si può misurare anche attraverso il ratingemesso dalle agenzie di rating. Il rating ci dà la probabilità che l’emittente onori l’impegno preso. Nella tabella sottostante si possono vedere le probabilità di rating delle 3 più importanti agenzie di rating al mondo, ossia S&P, Moody’s e Fitch.

CategoriaS&PMoody’sFitch% Default
Investment gradeAAAAaaAAA0,01%
Investment gradeAA+Aa1AA+0,02%
Investment gradeAAAa2AA0,03%
Investment gradeAA-Aa3AA-0,04%
Investment gradeA+A1A+0,05%
Investment gradeAA2A0,07%
Investment gradeA-A3A-0,09%
Investment gradeBBB+Baa1BBB+0,13%
Investment gradeBBBBaa2BBB0,18%
Investment gradeBBB-Baa3BBB-0,30%
Speculative gradeBB+Ba1BB+0,50%
Speculative gradeBBBa2BB0,90%
Speculative gradeBB-Ba3BB-1,60%
Speculative gradeB+B1B+2,60%
Speculative gradeBB2B4,50%
Speculative gradeB-B3B-7,50%
Speculative gradeCCC+Caa1CCC13,00%
Speculative gradeCCCCaa2CC16,00%
Speculative gradeCCC-Caa3C20,00%
Speculative gradeCCCaDDD26,00%
Speculative gradeSDCDD33,00%
Speculative gradeDD

Quando si investe in obbligazioni è importante ricordarsi sempre che maggiore è il rischio assunto, maggiore può essere la perdita o il guadagno finale.

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