Come calcolare il rendimento delle obbligazioni

Obbligazioni perpetue

Le obbligazioni o bonds sono un asset class meno rischiosa rispetto alle azioni, ma non sono senza rischio. Infatti, anche nell’investimento obbligazionario si può perdere l’intero capitale investito, ad esempio quando l’azienda fallisce.

Quando si investe in obbligazioni si dà in prestito del denaro ad un’azienda, ad uno stato, oppure ad un altro ente pubblico, il quale paga un interesse sulla somma ricevuta in prestito e restituisce alla scadenza il capitale iniziale prestato, tranne che nel caso delle obbligazioni perpetue dove la restituzione non avviene. Rispetto all’investimento in azioni in cui si diventa proprietari di quell’azienda, nel caso dell’investimento in obbligazioni questo non avviene.

Prima di spiegare su come viene calcolato il rendimento delle obbligazioni,
è necessario fare una breve introduzione su alcune delle tipologie di obbligazioni più conosciute e sul prezzo di emissione, in quanto entrambe possono influenzare le modalità di calcolo del rendimento.

Le tipologie delle obbligazioni

Le obbligazioni non sono tutte uguali tra di loro e le loro caratteristiche specifiche possono influenzare anche le modalità di misurazione del rendimento finale. Sul mercato esistono diversi tipi di obbligazioni che possono essere acquistate dagli investitori e i più diffusi sono:

  • Le obbligazioni a tasso fisso. Il tasso di interesse non cambia per tutta la durata del prestito e viene prestabilito all’emissione.
  • Le obbligazioni a tasso variabile. Il tasso di interesse cambia nel tempo in quanto è legato ad un benchmark di riferimento come ad esempio il tasso di inflazione.
  • Le obbligazioni zero coupon. In questo caso non è prevista una cedola e gli interessi vengono pagati alla scadenza.
  • Le obbligazioni strutturate. Il rendimento di queste obbligazioni dipende da una attività sottostante subordinate e nel caso di fallimento dell’emittente, i possessori dell’obbligazione verranno rimborsati dopo i creditori privilegiati e chirografari.
  • Le obbligazioni perpetue. In questo caso l’investitore riceverà una cedola per sempre e senza mai ricevere la restituzione del capitale iniziale investito.
  • Le obbligazioni callable. La peculiarità di questa tipologia di obbligazioni a tasso fisso sta nel fatto che l’emittente può decidere di rimborsare il prestito prima della loro scadenza.
  • Le obbligazioni convertibili. L’investitore ha la possibilità di decidere, a scadenza, se farsi rimborsare in denaro o con altri titoli ad una determinata quantità, come ad esempio azioni.
  • Le obbligazioni subordinate. La peculiarità di questa tipologia di bond sta nel fatto che il rimborso, nel caso di liquidazione o fallimento dell’emittente, avviene solo dopo i creditori ordinari, comprese, quindi anche le normali obbligazioni definite senior.

Dopo questa breve introduzione sulle tipologie più conosciute delle obbligazioni presenti sul mercato, passiamo ad un altro fattore che può influenzare le modalità di calcolo del rendimento dell’investimento in obbligazioni.

Il prezzo di emissione delle obbligazioni

Un altro fattore che può influenzare le modalità di calcolo del rendimento dei titoli obbligazionari è il prezzo di emissione, ossia il prezzo richiesto ai sottoscrittori all’atto del collocamento dei titoli su un mercato primario. Il prezzo di emissione può essere:

  • Alla pari, quando il prezzo di emissione è uguale al valore nominale e quindi il rendimento dipenderà solo dal pagamento periodico degli interessi e dalla plusvalenza in caso di vendita prima della scadenza.
  • Sotto la pari, quando il prezzo di emissione è minore del valore nominale e di conseguenza lo scarto di emissione andrà ad aumentare il rendimento.
  • Sopra la pari, quando il prezzo di emissione è maggiore del valore nominale e di conseguenza lo scarto porterà effetti negativi al rendimento.

Dopo questa breve introduzione sui prezzi di emissione, passiamo alle modalità di calcolo del rendimento dell’investimento in obbligazioni.

Il calcolo del rendimento delle obbligazioni

Il rendimento di un investimento obbligazionario può essere calcolato ex ante oppure ex post. Ex ante si può calcolare solo per le obbligazioni a tasso fisso e le zero coupon, invece, ex post si può calcolare per tutte le altre tipologie.

Per misurare il rendimento delle obbligazioni si può utilizzare il tasso di rendimento nominale (TREN), oppure il tasso di rendimento effettivo a scadenza (TRES).

TREN = Cedola / Valore nominale

Il limite di TREN sta nel fatto che non tiene conto né del prezzo di emissione e né del profilo finanziario del titolo. Per questo motivo viene utilizzato il TRES che corrisponde al tasso interno di rendimento (TIR) nella valutazione dei titoli obbligazionari.

Il TRES è quindi il tasso interno di rendimento delle obbligazioni che, in regime di capitalizzazione composta, soddisfa l’uguaglianza tra il prezzo di acquisto e la sommatoria dei valori attuali dei flussi di cassa. Il TRES si basa su 2 ipotesi: il titolo viene mantenuto fino alla scadenza e i flussi intermedi vengo reinvestiti allo stesso tasso per tutta la durata. Ciò comporta che la curva dei rendimenti è piatta. In formula avremo:

tres

Nonostante per alcuni le formule matematiche possono sembrare complicate e difficili da usare, nella realtà non è così difficile calcolare il rendimento delle obbligazioni, perché grazie ad un foglio Excel il calcolo si semplifica.

Ricordatevi

Non si deve mai dimenticare che il rendimento non è l’unico fattore rilevante nella scelta di un titolo obbligazionario rispetto ad un altro. Un altro fattore rilevante da tenere sempre in considerazione quando si vuole investire in obbligazioni è anche il rischio.

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