Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

cuneo fiscale imposte tasse taxRispetto ad un anno fa il cuneo fiscale è aumentato in molti paesi, influenzando spesso negativamente nel benessere, nella crescita e nello sviluppo economico. Ricordiamo che con il termine di cuneo fiscale e contributivo si intende il rapporto tra la somma delle imposte dirette, indirette e sotto forma di contributi previdenziali con il costo del lavoro complessivo. Il cuneo fiscale pesa sul costo del lavoro, sia per quanto riguarda i datori di lavoro, sia per quanto riguarda i dipendenti e i liberi professionisti.

Leggi: Quanto guadagnano i lavoratori nei paesi OCSE

Un’influenza positiva nel benessere, nella crescita e nello sviluppo economico si può avere solo se il denaro proveniente dal cuneo fiscale viene utilizzato, da parte dello stato, in modo efficiente ed efficace. Ci sono molti paesi che nonostante hanno un’incidenza del cuneo fiscale molto elevata, registrano una crescita, un maggior sviluppo economico e un benessere collettivo maggiore di quello di paesi in cui l’incidenza del cuneo fiscale è più bassa. Nel caso dell’Italia, purtroppo, la situazione non è cosi e nonostante il cuneo fiscale continua ad aumentare il benessere, la crescita e lo sviluppo economico non fanno altrettanto.

Il cuneo fiscale nei paesi OCSE

In base all’ultimo studio “Taxing Wages” dell’Ocse, il cuneo fiscale, in Italia, per i lavoratori dipendenti nel 2015 è aumentato di 0,76 punti percentuali al 49 per cento. L’Italia sale così al quarto posto tra i 34 Paesi Ocse per il peso del fisco sul salario del lavoratore medio single e senza figli, affiancando l’Ungheria e superando la Francia (48,5%) e peggiorando rispetto alla media Ocse (35,9%).

Al primo posto della classifica sul peso del cuneo fiscale troviamo il Belgio con 55,3% (-0,3 punti rispetto ad un anno fa). Al secondo posto si trova l’Austria con 49,5% (+0,1 punti rispetto ad un anno fa). Il terzo posto è occupato dalla Germania con 49,4% (+0,1 punti rispetto ad un anno fa).

Leggi anche: Quanto pagano allo stato i lavoratori nei paesi OCSE

L’incremento segnato dall’Italia è il secondo maggiore dell’Ocse ed è da imputare in toto alle imposte del reddito, mentre sono stabili i contributi previdenziali. Il maggior incremento è avvenuto in Portogallo ed è stato pari a +0,9 punti rispetto ad un anno fa, passando così da 41,2% al 42,1%.

In Italia il cuneo fiscale deriva da imposte sul reddito pari al 17,5% (dal 16,7% del 2014), contributi a carico del dipendente per il 7,2% e contributi a carico del datore di lavoro per il 24,3%.

Leggi anche: La qualità dell’ambiente lavorativo. Dove lavorare in Italia?

In generale, nell’area Ocse nel 2015 il cuneo fiscale è aumentato in 24 Paesi ed è diminuito in otto. Secondo i dati statistici, relativi ad un lavoratore dipendente senza figli, forniti dall’OCSE, risulta che anche quest’anno 20 paesi hanno un prelievo fiscale sul reddito maggiore della media OCSE che è del 35,9%. Solo 14 paesi hanno un cuneo fiscale inferiore della media. Questo significa che in media nell’OCSE, il 36% del salario brutto va allo stato e al lavoratore dipendente rimane solo il 64.1% del reddito brutto.

Rank Paese Cuneo fiscale in % Imposta sul reddito in %
1 Belgium 55,3 21,6
2 Austria 49,5 13,1
3 Germany 49,4 16,1
4 Hungari 49,0 12,5
5 Italy 49,0 17,5
6 France 48,5 10,7
7 Finland 43,9 18,4
8 Czech Republic 42,8 9,2
9 Sweden 42,7 13,5
10 Slovenia 42,6 9,7
11 Portugal 42,1 14,0
12 Slovak Republic 41,3 7,4
13 Spain 39,6 11,7
14 Greece 39,3 7,1
15 Estonia 39,0 12,6
16 Luxembourg 38,3 16,0
17 Turkey 38,3 10,6
18 Norway 36,6 17,9
19 Denmark 36,4 35,8
20 Netherlands 36,2 15,2
Media OECD 35,9 13,5
21 Poland 34,7 5,0
22 Iceland 34,0 26,7
23 Japan 32,2 6,7
24 United States 31,7 16,5
25 Canada 31,6 14,1
26 United Kingdom 30,8 12,8
27 Australia 28,4 22,7
28 Ireland 27,5 14,2
29 Switzerland 22,2 10,5
30 Korea 21,9 4,9
31 Israel 21,6 8,9
32 Mexico 19,7 8,0
33 New Zealand 17,6 17,6
34 Chile 7,0 0,0

Sotto la media dell’OCSE troviamo tutti i paesi anglosassoni, come Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. Un cuneo fiscale inferiore alla media viene applicato anche in Giappone, Svizzera, Corea del Sud, Islanda, Israele, Polonia, Messico e Cile.

Al penultimo posto della classifica dei paesi in base al cuneo fiscale risulta essere Nuova Zelanda con 17,6%.  Anche per quest’anno il paese con il cuneo fiscale più bassa tra i paesi OCSE risulta essere Cile.

Leggi anche: La corruzione in Italia e nell’Unione Europea