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dark pool tradingNegli ultimi anni sono aumentati sempre di più mercati alternativi a quelli regolamentati, rendendo i mercati OTC sempre più grandi ed in grado di soddisfare qualsiasi bisogno da parte di grandi investitori.

In un precedente post abbiamo parlato del Sistema bancario ombra, che è un sistema creditizio parallelo al Sistema bancario tradizionale ed è in continua crescita.

Leggi anche: Il Sistema bancario ombra

All’interno della Finanza ombra, una crescente rilevanza stanno assumendo negli ultimi anni anche Dark Pools. Le Dark Pools sono conosciute con diversi nomi tra cui possiamo menzionare: Black Pools, Piscine oscure, Vasche oscure ecc.

Cosa sono le Dark Pools

Con il termine Dark Pool si intende una gigantesca piattaforma finanziaria non regolamentata che consente di effettuare operazioni di trading in modo anonimo e senza rendere pubblici i prezzi, nonché i quantitativi dei strumenti finanziari scambiati. Le utilizzano i grandi investitori istituzionali per concludere enormi transazioni nel più totale anonimato.

Chi gestisce la Dark Pools

Le Dark Pools vengono gestiti da importanti broker e banche in edifici anonimi e super protetti. Diverse ricerche hanno mostrato che quasi tutte le grandi banche internazionali ne hanno delle Piscine oscure.

Facendo riferimento ad una ricerca effettuata da Bloomberg Intelligence, basata sui dati della FINRA e condotta nel mese di gennaio 2016 risulta che le maggiori Dark Pools appartengono a:

  • UBS, per il 14,4% del totale
  • Credit Suisse per il 13,6% del totale
  • IEX per il 10,7% del totale
  • Deutsche Bank per il 7,6% del totale
  • Morgan Stanley per il 7,2% del totale
  • JP Morgan Chase per il 4,9%
  • Merril Lynch per il 4,8%
  • Barclays per il 3,9%

Il peso delle Dark Pools cresce di anno in anno. Secondo i dati BATZ Europe, nel 2015 sono arrivati a rappresentare il 7,22% del valore degli scambi sulle Borse europee. Negli Stati Uniti il peso delle Dark Pools rispetto al valore degli scambi delle Borse regolamentati è molto elevato rispetto all’Europa. Bloomberg stima che il 20% del controvalore degli scambi avvenga su mercati non trasparenti.

Vantaggi delle Dark Pools

Nelle Dark Pook non può fare trading un risparmiatore, ma possono fare trading solo grandi investitori istituzionali, i quali hanno la possibilità, grazie a queste piattaforme di trading, di concludere enormi transazioni nel più totale anonimato. Oltre all’anonimato un altro grande vantaggio, rispetto alle normali Borse, è quello di minimizzare i costi della negoziazione e lo stesso impatto sul mercato, il cosiddetto market impact.

Ad esempio se prendiamo in considerazione un investitore istituzionale che deve eseguire un ordine di grandi dimensioni, questo finirà con il muovere il mercato a suo sfavore. Infatti, se l’investitore istituzionale acquista in enormi quantità ciò provocherà un rialzo delle quotazioni, mentre se vende enormi quantità ciò provocherà un ribasso.

Nelle dark pools non ci sarà un market impact, perché non si sa chi sta effettuando la transazione e a che prezzo. Tutto avviene nell’oscurità.

I rischi delle Dark Pools

Le Dark Pools operano in una totale mancanza di trasparenza, non sono regolamentati e in esse operano le più grandi e importanti banche internazionali.

Questo comporta che i prezzi applicati in queste Piscine oscure possono avere un impatto sulla liquidità e confondere e a volte persino distorcere i prezzi reali dei strumenti finanziari scambiati. Inoltre, in momenti di grande volatilità sulle Borse regolamentati, le Dark Pools possono amplificare e contribuire ad una maggiore volatilità.

Inoltre, considerando questi collegamenti diretti e indiretti con i mercati regolamentati, c’è un rischio elevato che possono mettere a rischio l’intero Sistema finanziario mondiale, partendo dalle Borse tradizionali.

La regolamentazione delle Dark Pools in Europa

In Europa le autorità competenti, si sono mossi introducendo dei cambiamenti nella normativa MIFID. Infatti, nella direttiva MIFID 2 che entrerà in vigore nel 2018 sono previste anche delle norme specifiche sulle Dark Pools. Secondo tale normativa, le negoziazioni di uno strumento finanziario non possano superare il 4% dei volumi di ogni singolo titolo su di una singola dark pool, che sale all’8% dei volumi totali di ogni singolo titolo su tutte le Dark Pools.

Le multe inflitte ai gestori delle Dark Pools negli USA

Le autorità americane hanno inflitto a due banche europee, Credit Suisse e Barclays, sanzioni complessive da 154,3 milioni di dollari, per irregolarità nelle loro Dark Pools.

La maxi multa a Barclays e a Credit Suisse si deve proprio alle accuse di scarsa trasparenza verso i clienti. La Credit Suisse, secondo il procuratore generale dello Stato di New York, dirottava sistematicamente ordini verso Crossfinder, la sua Dark Pool, dichiarando invece ai clienti, di non aver dato la priorità ad alcuna piattaforma. Mentre, la Barclays è accusata, tra l’altro, anche di aver realizzato dei guadagni, grazie alla sua Dark Pool, con l’arbitraggio a sfavore dei propri clienti. Per guadagnare con l’arbitraggio, cioè guadagnare sfruttando i disallineamenti dei prezzi, sono stati usati software di negoziazione ad alta velocità, gli HFT (High Frequency Trading).

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