Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Le obbligazioni possono essere considerati i prodotti finanziari preferiti della stragrande maggioranza dei piccoli risparmiatori. Ogni piccolo risparmiatore ha investito almeno una volta nella vita in obbligazioni sia direttamente, acquistando ad esempio titoli di stato o obbligazioni societarie, sia indirettamente acquistando ad esempio quote di fondi comuni di investimento o polizze assicurative.

L’investimento in obbligazioni viene spesso preferito dai piccoli risparmiatori, rispetto all’investimento in altri prodotti finanziari, perché le obbligazioni sembrano più semplici da capire e da analizzare e sembrano avere un rischio basso. Spesso, tale investimento non ha portato i risultati sperati per diversi motivi.

Le obbligazioni non sono tutte uguali e non hanno tutte lo stesso livello di rischio. Ci sono quelli più semplici fino a quelle più complesse e meno facilmente comprensibili e ci sono quelle meno rischiose fino a quello molto rischiose. Prima di investire in obbligazioni la cosa migliore sarebbe quella di capire cosa sono le obbligazioni, conoscere le diverse tipologie di obbligazioni, imparare a calcolare il rendimento e il rischio delle obbligazioni e molto altro.

Leggi anche: Investire in Borsa senza sapere niente di mercati finanziari

Cosa sono le obbligazioni

Le obbligazioni sono dei titoli di debito che possono essere emessi da società o enti pubblici e che attribuiscono al suo possessore, alla scadenza, il diritto al rimborso del capitale prestato all’emittente, più un interesse su tale somma. Di solito il rimborso delle somme ricevute, al possessore del titolo obbligazionario, da parte dell’emittente avviene alla scadenza al valore nominale e in un’unica soluzione, mentre gli interessi sono liquidati periodicamente ad esempio trimestralmente, semestralmente o annualmente.

Leggi anche: Creare un portafoglio diversificato per guadagnare in borsa

Le tipologie di obbligazioni

Non tutte le obbligazioni sono uguali. Ci sono, infatti, diverse tipologie di obbligazioni che si distinguono tra di loro in base a determinate caratteristiche. Una prima, grande, classificazione distingue fra obbligazioni ordinarie, dette anche plain vanilla e obbligazioni strutturate.

Le obbligazioni ordinarie possono suddividersi, a loro volta, in obbligazioni a tasso fisso, che attribuiscono all’investitore interessi in misura predeterminata e obbligazioni a tasso variabile, il cui interesse non è predeterminato, ma variabile in relazione ai tassi di mercato.

Le obbligazioni strutturate sono più complesse e meno facilmente comprensibili. In particolare, la loro struttura si basa sulla combinazione di una componente obbligazionaria ordinaria, che può prevedere o meno il pagamento di cedole periodiche e che assicura la restituzione del valore nominale del titolo e un contratto derivato, che fa dipendere la remunerazione dell’investitore dall’andamento di uno o più parametri finanziari o reali, come ad esempio indici o combinazioni di indici di borsa, azioni, fondi comuni, tassi di cambio o materie prime. Le principali tipologie di obbligazioni strutturate sono:

  • Le Equity Linked. Si tratta di obbligazioni a capitale garantito collegate ad un credit derivate, il cui rendimento è funzione delle performance del mercato azionario. La componente obbligazionaria garantisce il rimborso del valore nominale a scadenza, quella opzionale il premio. In funzione del tipo di opzione si distingue tra Equity Linked Plain Vanilla, dove il premio dipende dal differenziale, se positivo, tra il prezzo finale e iniziale del titolo sottostante, Average Equity Linked Bond, dove il premio dipende dalla differenza, se positiva, tra prezzo medio del titolo e il suo valore iniziale,
  • Le Reverse Floater. Si tratta di obbligazioni di medio-lungo termine (10-30 anni) a tasso variabile il cui rendimento è inversamente proporzionale all’andamento dei tassi di mercato, grazie alla combinazione con uno swap.
  • Le Reverse Convertible. Si tratta di obbligazione a capitale non garantito che conferisce il diritto ad avere una remunerazione più elevata rispetto ad obbligazioni di pari durata in cambio del riconoscimento all’emittente dell’opzione di rimborsare a scadenza tramite azioni anche con valore inferiore rispetto al capitale investito.

Le obbligazioni strutturate sono obbligazioni zero coupon e a causa della forte personalizzazione del titolo, essi sono meno facilmente liquidabili rispetto alle obbligazioni ordinarie.

Leggi anche: Investire in Titoli cartolarizzati

Quanto si guadagna dall’investimento in obbligazioni

Chi investe in obbligazioni riceve dall’emittente un interesse, che viene normalmente corrisposto tramite cedole, anche se non sempre, e si tratta del prezzo che l’investitore pretende per prestare il proprio denaro. La sua funzione è duplice: compensare l’acquirente per la rinuncia a una certa somma di denaro e per il rischio a cui si espone, in quanto l’emittente potrebbe non restituire il denaro.

La corresponsione dell’interesse non rappresenta l’unica fonte di guadagno per chi investe in obbligazioni. Infatti, oltre al guadagno dall’interesse, si può avere anche un guadagno in conto capitale (capital gain), che si ha se il titolo è acquistato a un prezzo minore di quello a cui è rimborsato o venduto. Se, al contrario, il titolo viene rimborsato o venduto ad un prezzo minore di quello di acquisto, si ha una perdita in conto capitale.

Il guadagno finale dall’investimento in obbligazioni è ridotto, anche in maniera sensibile, dalle commissioni di negoziazione e dalla tassazione e quindi prima di investire in obbligazioni si devono considerare anche questi fattori.

Leggi anche: Come calcolare il rendimento delle obbligazioni

Quali sono i rischi dell’investimento in obbligazioni

L’investimento in obbligazioni, cosi come l’investimento in qualsiasi attività finanziaria e/o reale, comportano dei rischi. Infatti, non esistono investimenti senza rischio. Di norma, un maggior rischio assunto nell’investimento deve essere remunerato da un maggior rendimento. I principali rischi dell’investimento in obbligazioni sono:

  • Rischio di interesse. Riguarda la possibilità che il prezzo del titolo diminuisca a seguito di variazioni dei tassi di interesse. I titoli a tasso fisso, e soprattutto quelli a lunga scadenza, sono maggiormente esposti a questo rischio rispetto ai titoli a tasso variabile.
  • Rischio di credito. È legato alla possibilità che l’emittente sia inadempiente, in tutto o in parte, nel pagamento degli interessi e/o del capitale. Sotto questo profilo, esistono titoli di diversa rischiosità, poiché non tutti gli Emittenti hanno la stessa affidabilità.
  • Rischio di liquidità. Si riferisce alla difficoltà di vendere rapidamente ed economicamente, cioè senza perdite in termini di prezzo, le proprie obbligazioni prima della scadenza. A questo riguardo, i titoli non quotati sono sicuramente meno liquidi di quelli quotate e quindi hanno un rischio di liquidita elevato.
  • Rischio di cambio. Si corre in tale rischio se si investe in titoli denominati in valuta diversa da quella domestica ed è legato alla variabilità del rapporto di cambio tra le due valute.

I rischi menzionati non sono gli unici rischi che derivano dall’investimento in obbligazioni e ci sono molti altri.

Leggi anche: Come misurare il rischio delle obbligazioni o bonds

Dove acquistare le obbligazioni

Le obbligazioni possono essere acquistate sul mercato primario, ossia sottoscrivendoli al momento in cui vengono offerti per la prima volta al pubblico o sul mercato secondario, ossia acquistandoli in borsa, in un momento successivo alla loro emissione, da chi lo ha già acquistato. La presenza di un mercato secondario permette all’investitore, in caso di necessità, di vendere prima della scadenza i propri titoli. In assenza di un mercato secondario l’investitore dovrebbe, con molta probabilità, aspettare la scadenza del titolo per smobilizzare la propria posizione.

Leggi anche: Truffare o ricattare un investitore con obbligazioni subordinate e azioni

Conclusione

Quando si decide di investire in obbligazioni, si deve essere certi di aver capito il loro funzionamento, i loro rischi e il loro rendimento, altrimenti meglio lasciar perdere e investire in un secondo momento quando tutte le informazioni saranno chiare.

Leggi anche: Investire in Fondi comuni di investimento  oppure Il Rank 2017 delle Banche nel mondo per Totale dell’attivo