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Di solito quando si parla di investimenti si pensa all’investimento in borsa, come ad esempio l’investimento in azioni, l’investimento in obbligazioni o l’investimento in altri strumenti finanziari. Ma esistono anche altre tipologie di investimento che possono generare guadagni soddisfacenti come ad esempio l’investimento in istruzione.

L’investimento in istruzione consiste nell’investire tempo e denaro per determinati anni con l’intento di realizzare guadagni più elevati in totale durante la vita lavorativa, rispetto al caso in cui non si investe in istruzione.

L’istruzione è un investimento e come tale deve essere analizzato. Come in qualsiasi altro investimento anche l’investimento in istruzione deve essere effettuato solo se i benefici superano i costi, altrimenti non converrà investire. Analizzare tale tipologia di investimento non è facile e l’analisi è molto più complessa rispetto ad altri investimenti. Se è possibile determinare con buona approssimazione i costi dell’istruzione, non si può dire la stessa cosa per i benefici. Dall’altra parte sia i costi che i benefici che derivano dall’investimento in istruzione possono essere individuali e sociali.

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I costi individuali e i costi sociali dell’investimento in istruzione

L’investimento in istruzione porta al sostenimento di costi diretti e costi indiretti. Tra i costi diretti possiamo menzionare:

  • Le tasse universitarie
  • L’affitto
  • Le bollette
  • L’acquisto dei libri
  • Le spese del trasporto
  • Altri costi

I costi indiretti, invece, riguardano la rinuncia del salario che si sarebbe percepito nell’ipotesi di abbandono degli studi. Si tratta, quindi, di un costo opportunità.

In genere i costi diretti vengono sostenuti dall’individuo stesso e/o dalla sua famiglia, ma non sempre. In alcuni casi tali costi vengono sostenuti dall’intera collettività come nel caso di studenti con redditi famigliari bassi i quali ottengono delle borse di studio. In questo ultimo caso, gli unici costi sostenuti dall’individuo stesso e/o dalla sua famiglia sono i costi indiretti.

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Come valutare i rendimenti individuali dell’investimento in istruzione

Per poter valutare il rendimento individuale dell’investimento in istruzione vengono utilizzati diversi modelli. Un primo modello utilizzato per misurare i rendimenti individuali dell’investimento in istruzione è il Modello di Capitale umano, la cui approssimazione può ricondursi all’equazione di reddito di Mincer. Tale equazione mette in relazione il reddito dell’individuo con altre diverse variabili come gli anni di istruzione, gli anni di esperienza lavorativa, più un’altra serie di variabili che possono influenzare tale reddito.

L’analisi dei dati in diversi paesi, attraverso l’equazione di reddito di Mincer, ha mostrato come un maggior livello di istruzione comporta in media un maggiore reddito. L’equazione di reddito di Mincer, però, non è essente da critiche per il fatto che semplifica molto la realtà.

Un secondo modello utilizzato per misurare i rendimenti individuali dell’investimento in istruzione è la Teoria dello Screening a cui si riconduce l’analisi della relazione causale tra istruzione e maggiori redditi conseguiti nel mercato del lavoro. Anche questo secondo modello non è essente da critiche.

Diverse ricerche empiriche hanno analizzato i risultati ottenuti attraverso i suddetti modelli. È emerso che i due approcci analizzati, benché abbiamo implicazioni di politica sociale molto differenti, non possono considerarsi necessariamente alternativi.

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Come valutare i rendimenti sociali dell’investimento in istruzione

Il rendimento sociale dell’istruzione può essere calcolato in modo del tutto analogo a quello privato. La differenza principale con il calcolo del rendimento privato è che il rendimento sociale prende in considerazione l’effetto dell’istruzione sull’output e non sui salari. Inoltre, nel calcolo del rendimento sociale vengono ignorate le imposte e i sussidi, che sono mere partite di giro tra settore pubblico e privato.

L’effetto dell’istruzione sull’output, rappresentato dal rendimento minceriano aggregato, si calcola a partire dalla stima di una funzione di produzione aggregata che mette in relazione la produttività per lavoratore con lo stock di capitale fisico e infrastrutturale per occupato, con il numero di anni medi di istruzione e con la produttività totale.

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Le esternalità positive generate dall’investimento in istruzione

Con il termine di esternalità s’intende il processo per cui un’attività esercitata di un individuo o gruppo di individui influenza positivamente o negativamente il benessere di un soggetto terzo. L’investimento in istruzione genera anche esternalità positive, ossia il capitale umano accumulato da alcuni soggetti migliora le condizioni di vita di altri soggetti. Tra le diverse tipologie di esternalità generate possiamo menzionare:

  • Esternalità produttive. Aumenta la produttività totale dei fattori della produzione e la possibilità di sviluppare o adottare nuove tecnologie dai quali beneficerà l’intera collettività. Inoltre, ci saranno effetti di diffusione della conoscenza tra individui.
  • Peer effects. Con il termine di peer effects si intende l’influenza che il rendimento scolastico di uno studente ha nei compagni di scuola. Se ci sono effetti di imitazione l’impatto complessivo di un intervento formativo mirato sarà più ampio di quello diretto ottenuto su un gruppo target.
  • Minore delinquenza. L’istruzione riduce gli incentivi a delinquere aumentandone il costo opportunità sia innalzando il rendimento relativo delle attività legali sia aumentando il costo dei periodi di detenzione.
  • Maggiore libertà politica. L’istruzione può migliorare la partecipazione politica sia quantitativamente sia qualitativamente. Essa garantirebbe più coscienza nello “stato di diritto” e nella stabilità politica.
  • Salute migliore. Le persone più istruite fanno più attenzione alla prevenzione e godono più frequentemente di un migliore stato di salute.

Diverse ricerche empiriche sull’influenza che l’istruzione esercita su una serie di aspetti della vita indicano che i rendimenti sociali sono positivi e di entità non trascurabile.

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Conclusione

In conclusione si può dire che l’istruzione è uno dei fattori determinanti del reddito guadagnato, ma non è ovviamente l’unico in quanto ci sono anche altri fattori che influenzano il reddito. In media maggiore è il livello d’istruzione, maggiore è il reddito percepito per tutta la vita lavorativa dell’individuo.

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