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Uno dei prodotti finanziari più profittevoli nel breve, nel medio e nel lungo periodo e che ogni piccolo risparmiatore ha la possibilità di acquistare facilmente in borsa è il titolo azionario. Oggi, le azioni si possono facilmente acquistare non solo in banca, ma anche a casa, al bar o da qualsiasi altro posto, basta avere uno smartphone, un tablet oppure un portatile collegato ad internet ed un portafoglio titoli aperto presso una banca o un broker.

Diversi studi empirci hanno mostrato che nel lungo periodo l’investimento in azioni consente di realizzare guadagni maggiori rispetto all’investimento in obbligazioni. Nonostante ciò, la maggior parte dei piccoli risparmiatori preferisce le obbligazioni rispetto alle azioni, anche per il minor rischio che, in genere, i primi comportano.

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Cosa sono le Azioni

Le azioni sono dei strumenti finanziari. Ogni azione rappresenta una quota di capitale di una società per azioni e chi possiede azioni, viene chiamato azionista. Le azioni possono essere quotate in un mercato finanziario oppure non quotate. Quando sono quotate è più facile acquistarle e venderle ad un prezzo di mercato, ma è anche più facile valutarle. Invece, quando le azioni non sono quotate, ci sono difficolta sia nella fase di acquisto e di vendita, ma anche nella fase di valutazione.

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Oneri e diritti dell’azionista

L’azionista, a differenza dell’obbligazionista, non è un creditore della società, ma è un socio e quindi partecipa all’attività economica della società stessa sopportandone i rischi in caso di perdite. Le perdite, comunque, non sono infinite, ma sono limitate al valore delle azioni possedute. Tra i diritti che l’azionista ha, possiamo menzionare:

  • Il diritto di percepire dividendi, se distribuiti dalla società
  • Il diritto di esprimere il proprio voto nelle assemblee, se previsto
  • Il diritto di consultare determinati libri sociali
  • Il diritto di impugnare le delibere assembleari invalide
  • Altri diritti

Ricordiamo che i diritti e gli oneri non sono uguali per tutti gli azionisti, considerando la presenza di diverse tipologie di azioni.

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Le principali categorie di azioni

Le azioni non sono tutte uguali e si distinguono fra loro in base a diverse caratteristiche. Le società possono prevedere nello statuto diverse categorie di azioni, con diritti amministrativi ed economici differenziati. Alcune delle principali categorie di azioni, che possiamo menzionare, sono:

  • Le azioni di risparmio. Si tratta di azioni privo di diritto di voto, ma dotati di particolari privilegi di natura patrimoniale.
  • Le azioni privilegiate. Si tratta di azioni a cui è attribuita una quota maggiorata di utili, rispetto alle azioni ordinarie, ma anche limitazioni del diritto di voto nelle sole assemblee.
  • Le azioni a voto plurimo. Si tratta di azioni emesse da società non quotate con diritto di voto plurimo. Nel caso delle società quotate, si possano avere azioni a voto plurimo nel caso in cui tale categoria fosse già presente prima della quotazione.
  • Le azioni a voto maggiorato. Si tratta di azioni emesse da società quotate, con diritto di voto maggiorato, fino ad un massimo di due voti, per ciascuna azione appartenente al medesimo soggetto per un periodo continuativo non inferiore a due anni.
  • Le azioni postergate nelle perdite. Si tratta di azioni che si caratterizzano per la diversa incidenza della partecipazione nelle perdite.
  • Altre tipologie di azioni.

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Come analizzare le azioni e fare previsioni per il futuro

Prima di investire in azioni si deve effettuare un’analisi completa, ossia l’analisi macroeconomica, l’analisi settoriale, l’analisi quantitativa e l’analisi finanziaria dell’azienda stessa. Inoltre, si deve effettuare la pianificazione finanziaria e si deve tener conto del proprio profilo di rischio.

Per valutare le azioni di una singola azienda si può ricorrere all’analisi fondamentale e/o all’analisi tecnica. L’analisi fondamentale cerca di determinare il valore intrinseco del titolo azionario, analizzando le variabili fondamentali della società, invece l’analisi tecnica cerca di prevedere l’andamento futuro del titolo azionario basandosi sull’andamento delle serie storiche e dei volumi scambiati.

Alcuni dei principali indicatori di analisi fondamentale utilizzati per determinare se un titolo azionario è sottovalutato oppure sopravvalutato sono:

  • Price Earning. È dato dal rapporto fra prezzo del titolo azionario con l’utile.
  • Price to Book Value. È dato dal rapporto fra prezzo del titolo azionario con il patrimonio netto.
  • Price to Sales. È dato dal rapporto fra prezzo del titolo azionario con i ricavi di vendita.
  • Price to Dividend. È dato dal rapporto fra prezzo del titolo azionario con il dividendo.
  • Return on Equity. È dato dal rapporto fra reddito netto di esercizio con i mezzi propri.
  • Return on Sales. È dato dal rapporto fra risultato operativo con i ricavi di vendita.
  • Altri indicatori.

Invece, tra i principali indicatori di analisi tecnica, utilizzati per prevedere l’andamento futuro del titolo azionario possiamo menzionare:

  • Le medie mobili. Servono ad identificare il trend in corso. Esempi di medie mobili sono: la media mobile semplice, la media mobile ponderata, la media mobile esponenziale, MACD ecc.
  • Gli oscillatori. Si usano quando non c’è un trend ben definito. I più conosciuti oscillatori sono RSI e Stocastico.
  • I volumi. Servono a confermare che il movimento del prezzo sia rilevante.
  • Supporti e Resistenze. Il superamento del prezzo del titolo di supporti e resistenze ci fornisce informazioni se acquistare o vendere.
  • Candelstick patern. vengono utilizzate per avere informazioni sull’atteggiamento psicologico dei partecipanti al mercato. Alcuni esempi sono le Bulls in control, Bears in controll, Doji, Hammer and Hanging Man, ecc.
  • Altri indicatori.

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Come valutare il guadagno dell’investimento in azioni

Quando si investe in azioni, si può guadagnare tanto, ma si può perdere anche l’intero capitale investito. Il rendimento ex post dell’investimento in azioni nel corso di un anno è dato dal rapporto fra la somma del capital gain, ossia la variazione del prezzo, e il dividendo con il prezzo iniziale del titolo. I dividendi rappresentano quella parte dell’utile che viene distribuita agli azionisti, invece il capital gain rappresenta la differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto. Ci sono, però, molte aziende che non distribuiscono dividendi per molti anni e quindi in questo caso il guadagno, se c’è, è dato solo dal capital gain.

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Come valutare il rischio dell’investimento in azioni

L’investimento in azioni comporta rischi che non si devono trascurare. Per misurare il rischio di un titolo azionario possono utilizzati diversi indicatori. Tra gli indicatori più importanti possiamo menzionare:

  • La volatilità. Misura il grado di variabilità dell’investimento rispetto al suo valore medio ed è dato dallo scarto quadratico medio della distribuzione dei suoi rendimenti periodali. Maggiore è la volatilità, maggiore è il rischio del titolo azionario.
  • Il Beta. È una misura della rischiosità sistematica dell’azione. Per definizione il Beta dell’intero mercato azionario è pari a 1. Azioni con un beta superiore a 1 tendono ad amplificare i movimenti di mercato. In via generale si ritiene che le società con politiche imprenditoriali aggressive o con elevati livelli di indebitamento presentino i valori di beta più elevati. Al contrario, azioni con beta compresi tra 0 e 1 tendono a muoversi nella stessa direzione del mercato. Si tratta generalmente di titoli emessi da società che operano nei settori tradizionali dell’economia.
  • Altri indicatori di rischio.

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Conclusione

Le azioni sono ottimi prodotti finanziari che consentono di realizzare nel breve, nel medio e nel lungo periodo guadagni soddisfacenti. Questo avviene se la scelta dell’investimento viene preceduta da una fase di analisi e di pianificazione finanziaria, tenendo conto del proprio profilo di rischio. Ma comunque, ciò, non è sufficiente perché serve anche una costante osservazione dei mercati finanziari per tutto il periodo dell’investimento.

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