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indicatori macroeconomici usa economiaFare un analisi finanziaria su un titolo azionario significa integrare diverse analisi per poter ridurre al massimo il rischio dell’investimento. Come già sappiamo, in un mondo globale tutte le economie e le borse rispettive interagiscono tra loro. Ci sono paesi e Borse mondiali che hanno una maggiore influenza a livello mondiale e ci sono quelle con minore influenza.

Questo fa si che chi si occupa di trading nella Borsa italiana, ma anche in qualsiasi altra borsa del mondo sa che deve seguire, anche, l’andamento delle politiche e dell’economia degli Stati Uniti analizzando gli indicatori macroeconomici che vengono forniti da parte di istituzioni pubbliche e private. Ricordiamo che gli indicatori macroeconomici USA sono divisi in tre diverse categorie, in base all’importanza che hanno: Alta, Media e Bassa.

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Indicatori MacroEconomici Usa con importanza Media

In questa categoria di indicatori macroeconomici rientrano quelli con una rilevanza media per chi si occupa di Borsa.

FOMC Minutes

FOMC Minutes (Minutes of the Federal Open Market Committee) costituiscono dei documenti di sintesi che riproducono i risultati degli incontri del FOMC. I verbali del FOMC vengono pubblicati entro la terza settimana dal meeting del FOMC. I verbali del FOMC contribuiscono a rendere pubblici i processi decisionali del comitato esecutivo della Fed in materia di politica monetaria e grazie a loro si può avere un quadro sull’opinione della Fed riguardo lo sviluppo economico nazionale ed internazionale.

Beige Book

Il Beige Book è un documento pubblicato periodicamente per riassumere lo stato di salute dell’economia statunitense, con un occhio particolarmente attento all’andamento dei consumi e alle condizioni del mercato del lavoro. Viene pubblicato dalla Federal Reserve otto volte l’anno, due settimane prima di ogni riunione del FOMC, il comitato esecutivo della Fed. Spesso il Beige Book è la base del dibattito sulla futura politica monetaria della Fed. È utilizzato per informare i membri del FOMC sui cambiamenti dell’economia avvenuti nel periodo che intercorre tra due incontri dell’organo della Fed, ma è in realtà diretto a un pubblico molto più vasto che comprende analisti, banche ed investitori.

Indice Michigan (Michigan Consumer Sentiment Index)

L’indice è frutto di un’indagine approfondita condotta dall’Università del Michigan con l’obiettivo di fornire accurate informazioni sul futuro dell’economia nazionale. Per raggiungere tale scopo l’Università compie un’ampia serie di interviste telefoniche sulle aspettative dei consumatori sulla situazione economico-commerciale in generale, sulla finanza personale e sulla propria capacità di spendita. Viene realizzato mensilmente dall’Università del Michigan.

L’indice ha un discreto impatto sul mercato. L’indicatore mira a rappresentare con attendibilità la futura tendenza della spesa dei consumatori statunitensi. Visto che il consumo è il motore dell’economia degli Stati Uniti ne consegue che a valori elevati dell’indice corrisponderanno aspettative positive circa la crescita economica. Nel caso contrario, un calo dell’indice aumenta di norma i timori del mercato relativi alle prospettive dell’economia. L’indice Michigan è il dato più tempestivo per valutare la fiducia dei consumatori.

Indice della fiducia dei consumatori del Conference Board (Consumer Confidence Index)

L’indice della fiducia dei consumatori del Conference Board è il frutto dei risultati di un sondaggio mensile condotto per il Conference Board da TNS, una delle più importanti società di ricerca del mondo e viene pubblicato l’ultimo martedì di ogni mese. Nonostante si tratti del principale strumento di misurazione del grado di fiducia dei consumatori statunitensi negli ultimi anni tale indicatore ha perso importanza a vantaggio di altre statistiche elaborate negli ambienti accademici.

Alcuni economisti criticano il fatto che l’indice del Conference Board si basi sulle aspettative dei consumatori sui prossimi sei mesi. Questo lasso di tempo sarebbe troppo breve e renderebbe l’indicatore estremamente volatile. Un altro punto di critica è la debole connessione dell’indice con le spese delle famiglie. Per questi motivi molti esperti considerano più affidabile il dato sulla fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan.

Occupati ADP (ADP Employment)

Misura quanti posti di lavoro sono stati creati nell’ultimo mese nel settore privato americano. Viene fornito il primo mercoledì di ogni mese dall’ADP (Automatic Data Processing Inc).

Si tratta quindi di un utile strumento per valutare le variazioni mensili dell’occupazione, che potrebbero andare ad incidere sulla politica monetaria del paese.

Permessi di costruzione (Building Permits)

Il dato sui permessi di costruzione viene diffuso, mensilmente attorno al 16 di ogni mese, dal Census Bureau of the Department of Commerce assieme ad altri rilevanti statistiche sul mercato immobiliare americano, come quella relativa alla costruzione di nuove abitazioni.

Questa indagine permette di avere delle indicazioni sulla possibile evoluzione del settore immobiliare nazionale e di conseguenza sulla fiducia dei consumatori e sulla spesa per consumi.

Produttività (Productivity)

Misura la variazione della produzione per ora lavorata mentre il costo del lavoro segnala il prezzo del lavoro per ogni singola unità di output. Viene pubblicato trimestralmente dal Dipartimento del Lavoro

Un incremento della produttività segnala l’abilità delle aziende nel produrre di più con la stessa forza lavoro, di conseguenza indica una maggiore profittabilità ed un miglioramento delle condizioni economiche dei lavoratori. Molta attenzione viene rivolta soprattutto alla componente non-agricola e manifatturiera dell’indice, in quanto meno soggette a volatilità.

Scorte di petrolio (Crude Inventories)

La statistica indica l’ammontare degli stock di greggio, di distillati e di benzina ed inoltre i tassi di consumo del petrolio. Il rapporto, inoltre, indica a quanto ammontano settimanalmente le riserve strategiche di petrolio. Viene pubblicato dal Energy Information Administration (EIA), settimanalmente ogni mercoledì.

L’attenzione del mercato sul dato sulle scorte di petrolio è dovuta soprattutto alle ripercussioni che i suoi numeri hanno sui prezzi del greggio e sui titoli legati all’energia. Inoltre, tale statistica risulta molto osservato dagli operatori soprattutto nei periodo di forte inflazione, poiché solitamente un calo delle scorte maggiore delle attese o inaspettato dal mercato provoca un rialzo del prezzo dell’oro nero.

Indice dei direttori d’acquisto dell’area di Chicago (Chicago PMI)

Il PMI (Purchasing Managers’ Index) di Chicago è un indice regionale che scaturisce da un’indagine condotta sui direttori d’acquisto di 200 aziende del settore manifatturiero della zona di Chicago, per testare le opinioni degli stessi sull’andamento del comparto. L’indice in questione risulta composto da sette sotto indici: produzione, occupazione, tempi di consegna dei fornitori, scorte, ordini in arretrato, prezzi pagati dalle aziende, nuovi ordini. Un valore del PMI superiore ai 50 punti indica un’economia in espansione mentre un valore inferiore rappresenta una fase di contrazione economica. Il PMI viene calcolato su base mensile ed a tre mesi. Viene pubblicato mensilmente dal National Association of Purchasing Management (NAPM) di Chicago.

Costruzioni di nuove case (Housing Starts)

L’indagine su cui si basa questo indicatore viene svolta telefonicamente o personalmente dal Census Bureau del Dipartimento del Commercio, attraverso l’intervista di 10.000 costruttori tra 15.000 aziende selezionate, per quantificare mensilmente la costruzione di unità residenziali private.

Viene pubblicato mensilmente dal Dipartimento del Commercio. Il dato fornisce un quadro sull’attuale situazione sul settore immobiliare statunitense.

Indice fiducia costruttori edili (NAHB Housing Market Index, HMI)

L’indice NAHB/Wells Fargo, diffuso mensilmente dalla National Association of Home Builders, misura la fiducia dei costruttori americani sulle vendite di nuove abitazioni unifamiliari.

L’NAHB Housing Market Index misura il sentiment dei costruttori americani sulle vendite di case singole. Si tratta di uno strumento utile per valutare l’andamento dell’intero comparto immobiliare che incide in maniera significativa sull’economia del paese.

ISM non manifatturiero

L’ISM non manifatturiero, conosciuto anche come indice dei servizi, è un indice nazionale espresso in punti che serve per valutare lo stato di salute del settore non manifatturiero statunitense. E’ una media di quattro indicatori aventi tutti lo stesso peso: attività economica (Business Activity), nuovi ordini (New Orders), occupazione (Employment) e consegne (Supplier Deliveries). Viene pubblicato mensilmente dall’ISM – Insitute for Supply Management (ex NAPM – National Association of Purchasing Management)

I mercati finanziari solitamente reagiscono ai cambiamenti inattesi dell’indice.

NY Empire State Index

Il NY Empire State Index è un indice regionale elaborato dalla Federal Reserve Bank di New York, che misura le condizioni del settore manifatturiero nello Stato di New York. Si tratta dell’elaborazione di un questionario inviato il primo giorno di ogni mese sempre agli stessi 200 dirigenti di industrie manifatturiere, per rilevare i cambiamenti registratisi rispetto al mese precedente. Inoltre, i dirigenti indicano quali saranno le prospettive per i prossimi sei mesi. Viene pubblicato mensilmente.

Si tratta di una rilevazione utile soprattutto per elaborare stime su due rilevanti dati macroeconomici Usa relativi all’attività manifatturiera, ossia il Purchasing Managers’ Index e l’ISM manifatturiero.

Philadelphia Fed Index

Il Philadelphia Fed Index è un indicatore regionale che misura le condizioni correnti del settore manifatturiero all’interno del distretto di Philadelphia, ossia il terzo più ampio di tutti gli Stati Uniti. Nasce da un indagine condotta dalla Fed di Philadelphia sulle condizioni generali di salute dell’economia e delle imprese. I partecipanti all’intervista devono indicare, secondo una propria valutazione, i cambiamenti rispetto al mese precedente e le previsioni per i prossimi sei mesi. L’indice generale segnala una crescita quando è sopra lo zero ed una contrazione quando è sotto lo zero. Viene pubblicato mensilmente dal Federal Reserve Bank of Philadelphia.

Prezzi alle importazioni (Import Prices) e Prezzi alle Esportazioni (Export Prices)

L’indice totale dei prezzi delle importazioni misura i cambiamenti in percentuale dei prodotti acquistati in paesi stranieri dai residenti negli Stati Uniti mentre l’indice totale dei prezzi delle esportazioni misura le variazioni nei prezzi delle merci domestiche spedite ad altre nazioni. Viene fornito mensilmente dal Dipartimento del Commercio.

Il dato sui prezzi alle importazioni ed esportazioni permette al mercato di analizzare la competitività delle aziende nazionali nei confronti di tutti gli altri paesi e di conoscere la richiesta di prodotti nazionali da parte dei paesi esteri.

Produzione industriale (Industrial Production)

L’indice della produzione industriale misura i cambiamenti nell’output dei settori manifatturiero, estrattivo, del gas e dell’elettricità, sia per il consumo interno sia per l’esportazione. Non comprende, invece, la produzione agricola, le costruzioni, i trasporti, le comunicazioni, il commercio, la finanza, le imprese di servizi, le importazioni e le spese governative. Viene fornito mensilmente dal Federal Reserve Board.

Il dato sulla produzione industriale fornisce importanti indicazioni sullo stato di salute dell’economia americana, in quanto ci dice quanto le fabbriche stanno producendo. Segnala, dunque, l’andamento del settore manifatturiero, che incide per metà sull’intera economia del Paese.

Il rapporto tra il livello della produzione industriale e il livello della capacità produttiva determina il tasso di utilizzo della capacità produttiva. Questo tasso è una componente fondamentale per la determinazione dei prezzi dei prodotti e quindi dell’inflazione.

Generalmente un tasso di capacità di utilizzazione degli impianti superiore all’85% sta ad indicare tensioni inflattive legate al possibile aumento dei costi di produzione.

Richieste di sussidi alla disoccupazione (Jobless Claims)

La statistica sulle richieste di sussidi alla disoccupazione misura il numero nazionale di nuove registrazioni per l’ottenimento dei benefici di disoccupazione erogati dallo Stato. Il periodo di riferimento è la settimana conclusasi il sabato precedente il giorno della pubblicazione del report. Viene pubblicato settimanalmente dal Dipartimento del Lavoro.

Solitamente una riduzione delle richieste di sussidio alla disoccupazione è accolta favorevolmente dai mercati finanziari, poiché sta ad indicare che sono aumentate le assunzioni mentre un incremento delle richieste tende a deprimere l’umore degli investitori, poiché indica condizioni occupazionali in peggioramento e di conseguenza un impatto negativo sui consumi e sull’economia.

Spese per consumi (Personal Consumption Expenditure)

La spesa per consumi è una voce del Personal Income and Outlays Report, ossia del rapporto sui redditi personali e sulle uscite, diffuso mensilmente dal Bureau of Economic Analysis (BEA) del Dipartimento del Commercio. Viene pubblicato mensilmente dal Dipartimento del Commercio

Le spese per consumi sono un indicatore molto importante dell’economia, poiché rappresentano una larga componente del prodotto interno lordo degli Stati Uniti.

Un valore in crescita del PCE avrà un effetto positivo sui mercati, in quanto indica una ripresa dei consumi e quindi un miglioramento nella produzione e nella distribuzione, ma potrebbe destare un po’ di tensione dal lato dei prezzi

Vendite di case esistenti (Existing Home Sales)

Il dato sulle vendite di case esistenti (Existing Home Sales, EHS) viene diffuso mensilmente dalla NAR Research Division e viene definito dalla stessa come la statistica più importante del mercato immobiliare residenziale. Oltre alle singole abitazioni familiari include le cooperative ed i condomini.

Si tratta di un buon indicatore dello stato di salute del settore immobiliare, caratterizzato da una certa tempestività visto che viene diffuso prima del dato sulle costruzioni di case nuove e dopo quello sui cantieri edili. Le vendite di case esistenti sono altamente legate ai tassi sui mutui.

Tale indicatore fornisce informazioni anche sul consumo e sull’intera economia, in quanto solitamente le famiglie decidono di comperare una casa quando si trovano in una solida situazione finanziaria.

Inoltre, l’acquisto di una casa influenza la domanda di altri beni ad essa legata, come elettrodomestici, mobili, ecc. favorendo di conseguenza altri settori produttivi. Generalmente una crescita delle vendite viene accolta positivamente dai mercati finanziari mentre una contrazione, specie se inattesa, può provocare un calo degli indici azionari.

Vendite di nuove case (New Home Sales)

La statistica sulle vendite di case nuove offre un’analisi territoriale nazionale delle vendite di case mono familiari nuove, con i relativi prezzi e le scorte. All’interno di quest’indagine non sono comprese le case costruite per essere affittate e quelle costruite dai proprietari stessi, ma solo le abitazioni che sono state vendute prima di essere costruite e quelle che verranno realizzate solo per essere destinate alla vendita. Viene pubblicato mensilmente dal Census Bureau of the Department of Commerce.

Quest’indagine riflette lo stato di salute del settore delle costruzioni e risulta un buon indicatore della spesa per consumi e di riflesso dell’occupazione. Ad esempio se le vendite di nuove case risultano in calo, anche le costruzioni di nuove abitazioni subiranno un rallentamento, tutto ciò a danno del settore edile e dell’occupazione.

Normalmente, i primi settori a registrare variazioni prima di un rallentamento e di un’espansione economica sono appunto quello delle case e quello delle auto. Il prezzo medio delle case, inoltre, fornisce un’informazione sull’andamento dell’inflazione nel settore delle abitazioni, sebbene solo i cambiamenti su base annua forniscano delle indicazioni rilevanti.

Conclusioni finali

Il trading in Borsa è rischioso ed è per questo motivo che dobbiamo utilizzare tutti i strumenti di analisi e tutti gli indicatori forniti, dando sicuramente il giusto peso, prima di fare una scelta di investimento. Ricordiamo che una scelta sbagliata può portare la perdita dell’intero capitale investito.

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