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peer to peer lending social lending prestiti tra privatiFino a qualche anno fa, chi aveva bisogno di un prestito andava in banca oppure da una società finanziaria a fare richiesta, portando anche tutti i documenti necessari. Oggi, però, molte cose sono cambiate. Oltre alle banche e alle società finanziarie, un privato, ma anche un’impresa ha la possibilità di ricorrere al Social lendig.

Cosa significa Social lending

Il Social lending, noto anche con il nome di Peer to Peer lending (P2P lending) è una forma di prestito tra privati. L’incontro tra prestatori e richiedenti avviene direttamente su piattaforme specializzate, senza l’intermediazione di una banca oppure di una società finanziaria. Questa forma di prestito è riconducibile ai prestiti personali non finalizzati, una delle tipologie più utilizzate di credito al consumo che non prevedono garanzie a protezione del prestatore contro il rischio di default.

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Vantaggi del Social lending

Il Social lending offre una serie di vantaggi e benefici sia per chi presta denaro sia per chi riceve un prestito. Chi presta denaro, mediamente percepisce una quota di interessi più favorevole rispetto a quella proposta dalle istituzioni finanziarie tradizionali. Invece, chi riceve un prestito, mediamente, paga una quota di interessi più favorevole rispetto a quella proposta dalle istituzioni finanziarie tradizionali. I tassi di interesse da pagare sono, mediamente, inferiori di 1 – 2 punti percentuali rispetto a quelli praticati dalle banche o dalle società finanziarie per i prestiti dello stesso tipo.

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Tutto ciò è possibile perché i costi di intermediazione sono ridotti, in quanto il prestatore e il richiedente vengono messi in relazione diretta e le aziende intermediarie, operando su web con servizi altamente automatizzati, hanno costi ridotti.

Tra gli altri vantaggi che il Social lending offre per chi vuole ricevere un prestito possiamo menzionare:

  • I tempi veloci nel concedere il prestito
  • L’accesso al credito anche per partite iva, precari e lavoratori atipici.
  • Le spese di apertura e gestione della pratica sono inferiori se confrontate alla media degli istituti di credito.

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Come viene concesso il prestito nel Social lending

Ad ogni richiedente che vuole ricevere un prestito, viene assegnato un rating, tramite l’interrogazione delle centrali rischi private. Se il livello del rating è basso i tassi di interesse applicati sono alti per compensare il rischio.

Il richiedente del prestito deve fornire una serie di documenti che dimostrano chi è e che redditi percepisce. Il prestito viene erogato solo dopo un’analisi della documentazione fornita dal richiedente.

All’ammontare del prestito contribuiscono centinaia di prestatori, ognuno con una quota e un tasso specifico, ed è a tasso fisso, calcolato come media ponderata dei tassi richiesti dai singoli prestatori. Tutto questo consente di ridurre il rischio per ogni singolo prestatore il quale sarà esposto solo per una piccola quota in ogni prestito concesso.

Il richiedente restituisce il prestito con una rata mensile, normalmente per addebito diretto su conto corrente bancario. Poi è il compito dell’intermediario di social lending ridistribuire la rata ai prestatori secondo la quota capitale e la quota interessi spettante.

Nel caso in cui chi riceve il prestito non restituisce in tutto o in parte il prestito la società intermediaria attiva i programmi di recupero credito a nome di tutti i prestatori coinvolti.

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Come si partecipa al prestito nel Social lending

Chi vuole partecipare alla concessione dei prestiti lo può fare in una delle due modalità tipicamente proposte dall’intermediario:

  • L’asta al ribasso, in cui i prestatori competono tra loro per partecipare al prestito
  • Al tasso fisso stabilito dall’intermediario

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Come ridurre il rischio nel concedere prestiti nel Social lending

Per ridurre il rischio, il prestatore può scegliere tra le diverse tipologie di rischio dei richiedenti e diversificare l’investimento, ossia non prestare tutto il denaro solo ad un unico richiedente, ma suddividere su decine di richiedenti diversi.

Le piattaforme di social lending, alcune volte, offrono la possibilità ai prestatori di cedere i propri crediti ad altri prestatori, in una sorta di mercato secondario, per rientrare rapidamente dall’investimento in caso di necessità.

Come funziona il Social lending dal punto di vista legale

Da un punto di vista legale sia il prestatore che il richiedente stipulano un contratto concluso a distanza con l’azienda di social lending. Il richiedente si riconosce debitore di n prestatori, ognuno identificato dal suo nickname. Solo l’azienda che gestisce il Social lending, conosce le identità reali dei prestatori e dei richiedenti. I prestatori e i richiedenti si riconoscono tra loro solo tramite i nickname.

Il prestito erogato dal prestatore non è protetto da garanzie nel caso di default del richiedente.

Nel caso in cui fallisce l’azienda che gestisce la piattaforma di social lending, il denaro del prestatore è protetto dalle azioni dei creditori dell’azienda stessa. Invece, la restituzione delle rate residue prosegue a cura della procedura fallimentare.

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Come guadagnano gli Intermediari nel Socal lending

Le aziende che gestiscono le piattaforme di social lending sono società For Profit. Il fatturato deriva dalla commissione percepita dai richiedenti al momento dell’erogazione del prestito e dalla commissione percepita dai prestatori per il servizio, tipicamente su base annuale e in percentuale sugli importi in prestito o sugli interessi percepiti.

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Il ruolo dell’intermediario nel Social lending

Il ruolo dell’intermediario nel Social lending è molto importante. L’intermediario effettua un investimento iniziale elevato per costruire e mantenere la piattaforma di Social lending, attraverso la quale si abbinano le richieste di prestito fatte online dai richiedenti con le offerte dei prestatori, formulate secondo i criteri da loro scelti. Ma i suoi compiti non finiscono qui. Infatti, tra gli altri compiti che esso svolge possiamo menzionare:

  • Lo sviluppo di modelli di credito che includono le griglie creditizie di accettazione dei richiedenti e il Pricing
  • La verifica dell’identità del richiedente,
  • La verifica del conto bancario del richiedente
  • La verifica dell’attività e del reddito del richiedente
  • La verifica del merito creditizio del richiedente interrogando le centrali rischi private e filtrando i richiedenti al di sotto di una soglia stabilita
  • La gestione dei flussi di pagamento al momento dell’erogazione del prestito dai prestatori al richiedente e durante il prestito dal richiedente ai prestatori sotto forma di rata redistribuita ai prestatori nelle quote capitali e interessi di spettanza
  • Assistere i richiedenti durante il periodo del prestito, ad esempio per l’estinzione anticipata del prestito e, nel caso di ritardo nei pagamenti, intraprendere tutte le azioni necessarie verso di loro a tutela dei prestatori;
  • Assicurare la compliance alle normative vigenti;
  • Ricercare nuovi prestatori e richiedenti con azioni di marketing.

Cosa deve fare un Socal lending per avere successo nel tempo

Per fare in modo che una piattaforma di Social lending abbia successo nel tempo deve sviluppare la base clienti, che è fondamentale per assicurare la redditività e quindi la sostenibilità delle società di Social lending. Un altro fattore importante è quello di mantenere i tassi di default entro limiti accettabili in modo che il guadagno dei prestatori rimanga per loro soddisfacente. Infatti eccessi di default allontanano i prestatori, bloccando di fatto il meccanismo del social lending.

L’evoluzione del Social lending

Il social lending è di matrice anglosassone ed è stato per primo introdotto in Gran Bretagna da Zopa nel marzo 2005. Si è sviluppato prevalentemente negli Usa e in Europa, con una forte presenza anche in Cina, ed è decollato dopo la crisi finanziaria del 2008 e il successivo credit crunch superando il miliardo di dollari di prestiti erogati durante il 2012. Il social lending si sta affermando come canale alternativo di credito, la cui potenzialità è testimoniata dall’ingresso di Google nel capitale di Lending Club. Anche in Italia sono nate le prime società che svolgono l’attività di Peer to Peer lending tra privati e Peer to Peer lending per le aziende.

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