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disuguaglianza uomo donna salarioOggi la donna viene ancora discriminata sotto diversi aspetti, uno tra i quali è il salario. Esiste, infatti, un divario salariale tra donna e uomo che riflette la discriminazione e la disuguaglianza. Le cause di questo fenomeno sono complesse.

Fattori che spiegano il divario salariale tra uomo e donna

I fattori più importanti che possono spiegare questa differenza salariale sono: la discriminazione diretta, la sottovalutazione del lavoro femminile, la segregazione del mercato del lavoro, le tradizioni e i stereotipi ed infine la difficolta di bilanciare lavoro e vita privata.

La discriminazione salariale tra donna e uomo spesso è diretta. Si tratta di discriminazione diretta quando per lo stesso lavoro, a parità di istruzione, competenze, esperienze, qualifiche, anzianità ecc., la donna percepisce una retribuzione inferiore rispetto all’uomo.

In altri casi la discriminazione avviene in modo indiretto, sottovalutando il lavoro femminile. Nonostante si tratti di lavori di pari valore, che richiedono competenze, qualifiche o esperienze simili, tali lavori vengono retribuiti meno quando sono dominati da donne piuttosto che da uomini. Un esempio sono i lavori al supermercato, dove la posizione del cassiere, dominato da donne, e meno pagato dai scaffalasti, dominato da maschi, anche se per entrambi servono i stessi requisiti.

Una altro fattore che spiega in parte questa differenza salariale è la segregazione nel mercato del lavoro. Donne e uomini tendono a predominare settori diversi e svolgere lavori diversi. Le donne lavorano di più in settori come la sanità, l’istruzione e pubblica amministrazione nei quali il fattore lavoro viene retribuito di meno rispetto ad altri settori. Inoltre, risultano essere sottorappresentate nelle posizioni manageriali e senior. Ad esempio, nell’Unione europea, le donne rappresentano solo il 17% dei membri nei consigli di amministrazione delle più grandi società quotate in borsa, circa il 4% dei CEO e un terzo dei scienziati.

Questa segregazione del mercato del lavoro solo in alcuni casi riflette le scelte personali, ma nella maggior parte dei casi è legato alle tradizioni e ai stereotipi.

Le tradizioni e gli stereotipi possono influire la scelta di percorsi formativi e di conseguenza anche la carriera professionale. Nonostante circa il 60% dei nuovi laureati sono donne, solo una minoranza è laureata in matematica, informatica e ingegneria. Di conseguenza, ci sono meno donne che svolgono i lavori più pagati e più donne che svolgono lavori meno pagati. Ma dalle donne si aspetta, anche che dedicano meno tempo alla carriera e più tempo alla famiglia, cosa che non si aspetta dagli uomini.

Le donne sperimentano maggiori difficoltà rispetto agli uomini nel bilanciare lavoro e vita privata. La donna, in generale, dedica più tempo e più lavoro alla famiglia rispetto all’uomo. Per poter coniugare lavoro e responsabilità’ familiare, spesso la donna sceglie di lavorare part-time e quindi viene pagata di meno rispetto ad un lavoratore a tempo pieno. In Europa circa il 32% delle donne lavora a tempo parziale, invece tra gli uomini circa l’8%. Di conseguenza, le donne hanno più interruzioni di carriera e lavorano meno ore rispetto agli uomini. Tutto ciò ha un impatto negativo sulla loro carriera professionale.

I vantaggi della riduzione del divario salariale tra uomo e donna

Il divario salariale tra uomo e donna comporta effetti negativi nell’economia e nella società in generale.

La sottovalutazione del lavoro delle donne e la sottoutilizzazione delle capacità delle donne è una risorsa perduta per l’economia. Un uso migliore delle competenze delle donne permette loro di contribuire meglio per l’economia nel suo complesso. Inoltre, valorizzare il lavoro e le competenze delle donne e motivare le loro performance migliora anche la loro indipendenza economica. Aumentando la retribuzione delle donne durante la loro vita lavorativa, si riduce il rischio di cadere in povertà dopo i 65 anni. Il tasso a rischio di povertà è intorno al 22% per le donne oltre i 65 anni, rispetto al 16% degli uomini sopra i 65 anni.

Anche in una singola impresa gli effetti di una parità salariale tra uomo e donna saranno ben evidenti sia per l’imprenditore, sia per i lavoratori. Saranno assunti e mantenuti i dipendenti migliori, aumenterà la produttività, aumenterà la competitività’, migliorerà l’immagine pubblica dell’azienda davanti a tutti i stakeholders, migliorerà l’ambiente lavorativo e la fiducia dei lavoratori.

In conclusione, la riduzione o ancora meglio, l’eliminazione delle differenze salariali, consente di avere non solo una società più equa, ma contemporaneamente porta benefici alla crescita e lo sviluppo economico.

Classifica dei paesi sulla disuguaglianza salariale tra uomo e donna nell’Area Euro nel 2015

Nell’Eurozona ci sono differenze anche tra paese e paese. Ci sono paesi dove la disuguaglianza salariale tra uomo e donna è minore rispetto ad altri. Uno degli indici più importanti per misurare questa disuguaglianza salariale tra uomo e donna e che consente anche il confronto tra i diversi paesi è il Global Gender Gap Index. Tale indice è stato introdotto per la prima volta nel World Economic Forum nel 2006. Assume valori da zero (disuguaglianza) a uno (uguaglianza).

Al primo posto della classifica dei paesi della zona Euro nel 2015, sulla disuguaglianza salariale tra uomo e donna, troviamo la Finlandia con 0.85 punti, seguita da Irlanda con 0.807 punti. La Germania si trova al quarto posto, seguito da Olanda e Francia.

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L’Italia si trova nel quindicesimo posto, facendo peggio di quasi tutti i paesi dell’Eurozona, tranne Grecia, Slovacchia, Cipro e Malta.

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