Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedin

Trasferirsi all’estero è un pensiero che prima o poi passa in testa alla maggior parte delle persone, indipendentemente dall’età, dal ceto sociale e dal paese di origine. Per alcuni rimane solo un pensiero fisso per un periodo di tempo o per tutta la vita, non avendo il coraggio di lasciare tutto e partire. Per altri tale pensiero prima o poi diventa realtà.

Trasferirsi all’estero è una scelta non facile e si devono analizzare una serie di fattori sia soggettivi che oggettivi. Si devono, inoltre, analizzare sia i costi da sostenere che i benefici. Se i benefici sono maggiori dei costi allora si può trasferire all’estero, altrimenti se i costi sono maggiori dei benefici allora non converrà trasferirsi. La scelta di lasciare tutto e partire per costruire una vita all’estero diventa ancora più difficile quando si hanno dei figli piccoli.

Leggi anche: Investire in istruzione per guadagnare più soldi

10 motivi per trasferirsi all’estero

Le motivazioni che spingono le persone a trasferirsi all’estero sono diverse e non hanno lo stesso peso per ogni persona. Tra le motivazioni riscontrate di più, possiamo menzionare:

  • Il costo della vita
  • Imparare una lingua
  • Un reddito più alto
  • Scoprire nuovi paesi
  • Provare nuove esperienze
  • Migliorare il Curriculum Vitae
  • Maggiore mobilita del mercato del lavoro
  • Conoscere sé stessi e/o conoscere nuove persone
  • Dare un futuro ai propri figli
  • Maggiore meritocrazia all’estero

Sicuramente queste non sono le uniche motivazioni per trasferirsi all’estero e cambiare vita, ma c’è ne sono molto di più.

Leggi anche: Il ruolo dell’empolyee engagement nel successo di un’azienda

10 motivi per NON trasferirsi all’estero

Prima di trasferirsi all’estero, oltre alle motivazioni pro, si devono analizzare e tener conto anche delle difficolta e degli effetti negativi che questo trasferimento può portare nella tua vita. Tra le difficolta e i fattori negativi riscontrati di più, possiamo menzionare:

  • La perdita di molti vecchi amici
  • Il non aver vicino la famiglia
  • Esprimersi in un’altra lingua
  • Il doverti mettere in gioco di nuovo
  • Adattarsi alle nuove culture e usanze
  • La difficolta di creare una vita sociale
  • Lo sostenimento di costi elevati per il trasferimento
  • Un maggior stress dal cambiamento
  • La difficolta a spostarsi nella nuova città nella fase iniziale
  • Lo sostenimento di costi per incontrare i famigliari

Sicuramente queste non sono le uniche difficolta e fattori negativi da tener conto per non trasferirsi all’estero e cambiare vita, ma c’è ne sono molto di più.

Leggi anche: Come la corruzione influisce sul benessere della collettività

La classifica dei Paesi europei sul Costo della vita nel 2017

Uno dei fattori più importanti in assoluto da considerare per cambiare vita e trasferirsi all’estero è il costo della vita. Secondo la classifica dei paesi europei sul costo della vita, senza le spese per l’affitto, il paese con il costo della vita più alto in Europa risulta essere la Svizzera, seguito da Islanda e da Norvegia. I primi 3 posti della classifica hanno un costo della vita maggiore anche del paese di riferimento, ossia New York.

Al quarto posto della classifica risulta essere l’Italia, che a differenza dei primi 3 posti risulta essere anche meno costoso rispetto al paese di riferimento, New York. Invece, al quinto posto si trova la Danimarca. Paesi come Francia, Germania, Gran Bretagna risultano ad avere un costo della vita minore dell’Italia. Cosi Francia occupa il decimo posto, Gran Bretagna occupa il quattordicesimo posto e la Germania occupa il quindicesimo posto.

Se, invece, all’Indice del costo della vita si aggiungono anche le spese dell’affitto, la situazione cambia per alcuni paesi europei. I primi 3 posti saranno di nuovo occupati da Svizzera, Islanda e Norvegia. Questa volta, il costo della vita + affitto di questi tre paesi è inferiore al paese di riferimento, ossia New York.

Il quarto posto questa volta è occupato da Lussemburgo e il quinto posto, anche questa volta, è occupato da Danimarca. La situazione dell’Italia migliora e va dal quarto posto al settimo posto della classifica. Anche Francia migliora la sua posizione andando dal decimo posto al tredicesimo posto. Gran Bretagna peggiora e va dal quattordicesimo posto al undicesimo posto. La posizione della Germania non cambia e si riconferma al quindicesimo posto della classifica dei paesi per il costo della vita + affitto.

Rank Paese Indice del Costo della vita Indice del Costo della vita + Affitto
1 Svizzera 122.06 90.68
2 Islanda 111.71 80.47
3 Norvegia 106.31 74.47
4 Italia 83.70 53.89
5 Danimarca 83.02 60.01
6 Lussemburgo 77.28 64.18
7 Irlanda 76.98 59.56
8 Svezia 75.88 52.39
9 Belgio 75.36 53.44
10 Francia 74.89 50.90
11 Finlandia 73.06 50.96
12 Olanda 72.47 53.29
13 Austria 71.52 49.64
14 Gran Bretagna 69.49 51.03
15 Germania 65.50 46.26
16 Malta 62.80 43.82
17 Grecia 55.87 33.98
18 Spagna 54.98 37.65
19 Slovenia 53.24 34.46
20 Estonia 49.50 32.47
21 Portogallo 49.19 33.66
22 Croazia 48.00 29.83
23 Lettonia 47.83 30.70
24 Lituania 46.73 30.69
25 Slovacchia 44.90 31.29
26 Ungheria 42.77 28.35
27 Russia 42.01 30.30
28 Repubblica Ceca 41.22 28.57
29 Montenegro 39.35 25.06
30 Polonia 38.15 26.54
31 Bulgaria 36.49 23.27
32 Romania 35.63 23.15
33 Bosnia ed Erzegovina 35.05 21.23
34 Bielorussia 33.84 23.47
35 Serbia 33.79 21.07
36 Albania 32.42 19.90
37 Macedonia 30.93 18.99
38 Moldavia 28.37 18.54
39 Ucraina 26.22 18.14

Nell’penultimo posto della classifica dei paesi europei per il costo della vita si trova la Moldavia e all’ultimo posto l’Ucraina. Anche se si aggiungono le spese dell’affitto la situazione non cambia e questi due paesi riconfermano le stese posizioni.

Leggi anche: La Qualità della vita nel Mondo nel 2016

I dati e gli indici utilizzati nella Classifica sul Costo della vita

I dati utilizzati per realizzare la classifica mondiale sul costo della vita sono relativi al marzo 2017 e sono stati forniti da Numbeo. L’Indice del Costo della vita è stato costruito dalla ponderazione di diversi indici, i quali sono stati costruiti in modo tale da consentire una comparazione con il valore che assumerebbe a New York. Ad esempio se l’Indice dell’Affitto per un paese assume un valore di 90, allora significa che l’affitto in quel paese è 10% meno costoso rispetto all’affitto a New York.

L’Indice del Costo della vita non tiene conto dell’affitto, ma tiene conto della spesa per mangiare, le spese per le bollette, le spese di trasporto e le spese per il ristorante. Invece, l’Indice del Costo della vita incluso l’affitto, oltre alle suddette spese include anche le spese per l’affitto.

Gli indici utilizzati per la costruzione dell’Indice del Costo della vita in Europa per il 2017 sono:

  • L’Indice degli Affitti. Compara l’affitto dell’appartamento in un paese con l’affitto di un appartamento simile a New York.
  • L’Indice del Costo dei ristoranti. Compara il prezzo dei cibi e delle bevande nei ristoranti e nei bar di un paese rispetto al prezzo a New York di ristoranti e bar simili.
  • L’Indice della Spesa per mangiare. Compara la spesa per mangiare che si deve sostenere quando si abita in un paese rispetto alla stesa spesa se si abita a New York.
  • L’Indice Local Purchasing Power. Confronta l’ammontare di beni e servizi che si possono acquistare con un salario medio in un paese rispetto a New York.

Nella classifica dei paesi europei sul costo della vita mancano alcuni paesi in quanto non ci sono informazioni disponibili.

Leggi anche: Creare un portafoglio diversificato per guadagnare in borsa