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short-selling-vendita-allo-scopertoL’operazione di short selling non è un’invenzione di quest’ultimi anni, ma la sua comparsa risale al 1609 quando Le Maire, un azionista della Compagnia delle Indie Orientali olandese, decise di vendere le azioni della società in misura maggiore rispetto a quanto da lui detenuto effettivamente realizzando guadagni elevati. Lui fu, successivamente, accusato di aver provocato un calo del valore delle azioni della società.

Con il termine di short selling o vendita allo scoperto si intende un’operazione finanziaria che consiste nella vendita di strumenti finanziari non posseduti con successivo riacquisto.

Chi effettua l’operazione, lo fa perché ritiene che il prezzo dei strumenti finanziari scenderà. Nel caso in cui il prezzo scenderà, il rendimento complessivo dell’operazione sarà positivo, invece se il prezzo aumenterà il rendimento complessivo risulterà negativo.

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Come si realizza l’operazione di Short selling

Chi decide di vendere strumenti finanziari allo scoperto non è in possesso dei titoli ed è per questo che li richiede in prestito ad un broker. Il broker che concede in prestito i titoli richiede in cambio il pagamento di un tasso di interesse, più un margine di garanzia per l’operazione come ad esempio il 40% del controvalore scambiato. Chi riceve i titoli si impegna a pagare quanto dovuto e a restituire i titoli entro una certa data oppure al verificarsi di un evento. Il margine di garanzia viene calcolato dal broker ogni giorno in base alla variazione del prezzo del titolo.

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Le tipologie di Short selling

Non tutte le operazioni di short selling sono uguali. Infatti esistono due tipologie di vendita allo scoperto:

  • Lo Short selling di tipo Covered. In questa tipologia di vendita allo scoperto, il soggetto che intende vendere allo scoperto si procura preventivamente i titoli prendendoli a prestito dal broker, assicurando in tal modo la consegna al compratore. Alla scadenza lo short seller compra lo stesso numero di azioni in maniera tale da consegnarle al broker che ha fatto da garante.
  • Lo Short selling di tipo Naked. In questa tipologia di vendita allo scoperto, non si prevede alcun prestito o coperture preventivi, per cui il regolamento della transazione non è garantito. Questo tipo di operazione viene spesso utilizzata nelle transazioni infra giornaliere oppure dal market maker qualora questi non abbia un’offerta sufficientemente ampia da soddisfare la domanda del mercato per una particolare azione. Se la transazione è conclusa nello stesso giorno, infatti, colui che vende allo scoperto non incorre nei costi di prestito del titolo.  Qualora l’operazione non fosse conclusa nello stesso giorno, lo short seller è tenuto a prendere a prestito il titolo, a versare il margine di garanzia e a sostenere di conseguenza i relativi costi.

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Perché si ricorre all’operazione di Short selling

Chi ricorre all’operazione di short selling lo fa per diversi motivi e tali motivi non sono sempre gli stessi per tutti. Spesso tale operazione non si effettua perché’ si hanno informazioni certe che il prezzo del titolo scenderà, ma per altre motivazioni. Tra le motivazioni per cui si ricorre ad un’operazione di short selling possiamo menzionare:

  • Minimizzare l’effetto tasse. Tale strategia permette di bloccare i profitti e prorogare le tasse sui capital gains. Nel caso in cui le aliquote fiscali sui profitti a breve termine siano diverse da quelle dei profitti a lungo termine, il shorting against the box viene impiegato per manipolare la tempistica dei profitti, quale strategia di minimizzazione delle tasse.
  • Attenuare gli effetti ex dividend. Tale strategia permette agli investitori di bloccare i profitti, maturare il dividendo, ed impedire che il prezzo scenda a seguito dello stacco del dividendo.
  • Coprire una posizione Long. Un investitore può coprire la propria posizione lunga assumendo una posizione corta sul medesimo titolo e rimanendo quindi immune alle oscillazioni del titolo.
  • Fare arbitraggio. Gli arbitraggisti tentano di sfruttare le differenze nei prezzi dei titoli nei vari mercati assumendo posizioni di segno opposto su due o più contratti.
  • Fare trading. Molte delle operazioni di short selling sono di tipo speculativo e quindi ricorrendo all’analisi fondamentale, l’analisi tecnica o altre tipologie di analisi il trader cerca di prevedere se il titolo scenderà o meno.

Sicuramente la lista delle motivazioni che spingono un soggetto a ricorrere allo short selling non è esaustiva.

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I rischi dell’operazione di Short Selling

L’operazione di Short selling è un’operazione rischiosa e, inoltre, è molto più rischiosa rispetto ad un’operazione di compravendita di strumenti finanziari. Il prezzo di un titolo può aumentare all’infinito e di conseguenza anche la perdita potenziale tenderà all’infinito. Dall’altra parte il guadagno sarà limitato, perché al massimo il prezzo tenderà a zero.

Tutto questo significa che l’operazione di short selling, considerando l’elevato rischio, non è un’operazione per tutti ed addirittura per alcune tipologie di soggetti è vietato per legge. Se facciamo riferimento ai fondi a lungo termine, i fondi comuni di investimento, i fondi pensione e le assicurazioni, non può utilizzare lo short selling. Tra i fondi che utilizzano la vendita allo scoperto possiamo menzionare gli Hedge funds.

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L’impatto dello Short selling nei mercati finanziari

Le vendite allo scoperto sono spesso oggetto di controversie e critiche ma, nonostante ciò, esse contribuiscono al funzionamento dei mercati. Le operazioni di vendita allo scoperto portano sostanziali benefici al mercato, migliorando l’efficienza informativa dei prezzi ed incrementando il livello di liquidità. Allo stesso tempo alle operazioni di short selling sono associati anche effetti negativi quali l’instabilità dei mercati, l’utilizzo a fini manipolativi e l’incremento del rischio di regolamento. Invece, sono di dubbio inquadramento l’effetto che le operazioni di vendita allo scoperto hanno sulla volatilità del mercato.

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Gli Short sellers sono informati oppure no

La maggior parte della letteratura empirica sostiene che coloro che effettuano operazioni di vendita allo scoperto lo fanno perché sono in grado di trarre profitto dalle informazioni raccolte. Tuttavia la tipologia di informazioni raccolte può essere determinante nel successo o meno dello short selling.  Sono stati effettuati molti studi per analizzare se gli short sellers, ossia coloro che vendono allo scoperto, ricorrono a queste operazioni perché hanno informazioni riservate oppure utilizzano solo le informazioni di pubblico dominio. Da questi studi sono spesso emersi risultati contrastanti. In alcuni studi è emerso che gli short sellers dei traders sono particolarmente abili nello sfruttare e prevedere le notizie di pubblico dominio, in altri invece è emerso che i short sellers sono soggetti informati grazie alle notizie comunicate illegalmente da insiders.

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Conclusione

In conclusione si può dire che lo Short selling non è un’operazione per tutti considerando l’elevato rischio. Serve sia la capacita di analizzare i dati finanziari sia la capacita di interpretare le informazioni e i risultati derivanti dall’analisi.

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