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Con l’arrivo del 2017, la maggior parte degli investitori e dei risparmiatori inizia a chiedersi se conviene oppure no ricomporre il proprio portafoglio di investimento e quali strumenti scegliere per investire i propri risparmi inutilizzati. C’è una sola cosa che accomuna tutti, ed è quella di rischiare meno e guadagnare di più nel 2017 con l’investimento. Un investimento privo di rischio non esiste e di conseguenza quando si investe un minimo di rischio sarà assunto.

Il rischio non comporta solo eventi negativi, ma può portare anche eventi positivi per un investitore. Di solito maggiore è il rischio assunto, maggiore è la probabilità di guadagnare tanto oppure di perdere una quota rilevante del capitale investito. In qualsiasi investimento, esiste una miriade di rischi a cui si può andare incontro come ad esempio il rischio emittente, il rischio valuta, il rischio di rendimento, il rischio di prezzo ecc. Importante è capire i rischi prima di investire e non dopo. Diventa, quindi, fondamentale di tener conto del rischio complessivo quando si investe.

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Un nuovo portafoglio di investimento nel 2017 oppure no

Nel 2017, in molti casi sarà necessario ricomporre il proprio portafoglio di investimento per adattarlo ai nuovi cambiamenti che sono avvenuti e che posso essere di tipo soggettivo e oggettivo. Cambiamenti di tipo soggettivo possono essere ad esempio cambiamenti nella situazione economica, finanziaria e patrimoniale, ma può essere anche una maggiore avversione al rischio. Invece, cambiamenti di tipo oggettivo posso essere ad esempio cambiamenti rilevanti che riguardano l’azienda oggetto di investimento, oppure variazioni rilevanti di alcuni indicatori macroeconomici e molti altri.

Sicuramente dal momento in cui fu costruito il portafoglio precedente di investimento, fino al 2017 sono avvenuti cambiamenti oggettivi e soggettivi. Se tali cambiamenti non sono significati non ha senso fare una ricomposizione del portafoglio, considerando anche le commissioni di acquisto e di vendita che si devono sostenere. Se, invece, i cambiamenti sono significativi allora ha senso fare una ricomposizione del portafoglio di investimento nel 2017.

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La composizione del portafoglio di investimento nel 2017

Il portafoglio di investimento per il 2017 deve esser un portafoglio diversificato per cercare di ridurre al massimo il rischio e a parità di rischio di realizzare rendimenti maggiori. La scelta dei strumenti non può essere casuale, ma deve derivare dallo svolgimento del processo di asset allocation, dove con il termine asset allocation si intende il processo di suddivisione delle risorse finanziarie fra le varie asset class. La scelta delle asset class deve essere coerente con una serie di fattori critici che caratterizzano l’investitore tra cui: l’età, la professione, il nucleo familiare, il reddito attuale e futuro, l’orizzonte temporale di investimento e l’obiettivo dell’investimento.

Di conseguenza, tenendo conto del proprio profilo di rischio, dei risultati derivati dalla pianificazione finanziaria e dall’analisi finanziaria, si può investire in azioni, obbligazioni, fondi comuni di investimento, prodotti assicurativi, hedge funds, strumenti derivati, commodities, bitcoin, valute, CFD, opere d’arte, diamanti, oro, fondi immobiliari, beni immobiliari e molto altro. Sicuramente quello che non manca è la gamma dei strumenti di investimento a disposizione di ciascun investitore. In alcuni casi per proteggersi da posizioni assunte in precedenza, non serve assumere nuove posizioni long o short nel 2017 ma si possono utilizzare prodotti derivati, come ad esempio futures, options, swaps, covered warrants, certificates ecc.

Non esiste una composizione di portafoglio ottimale per tutti, ma esiste un portafoglio ottimale per un ciascun singolo investitore.

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Investire in azioni oppure in obbligazioni nel 2017

Il risparmiatore medio investe i propri risparmi in azioni e/o obbligazioni. Di solito non preferisce investimenti in strumenti derivati, commodities, opere d’arte, bitcoin, oppure in altri strumenti alternativi di investimento anche perché complessi da analizzare. Sicuramente l’investitore medio può investire anche in fondi comuni oppure in polizze vita essendo due dei prodotti più venduti dalle banche.

Tralasciando il caso del risparmiatore che investe in base ai consigli della propria banca, gli altri devono fare una scelta se investire in azioni, obbligazioni oppure una combinazione di azioni e obbligazioni. Sicuramente chi è abituato ad investire in titoli di stato non andrà ad investire in azioni nel 2017, ma al massimo andrà ad investire in obbligazioni societarie. Invece, chi ha sempre investito in azioni, investirà in azioni anche nel 2017, aggiungendo anche qualche obbligazione al proprio portafoglio di investimento.

La scelta di investire in azioni oppure in obbligazioni nel 2017 è una scelta soggettiva e non può essere mai uguale per tutti gli investitori.

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Quanto costa la ricomposizione del portafoglio di investimento nel 2017

La ricomposizione di un portafoglio di investimento ha sempre dei costi, che riguardano soprattutto le commissioni di acquisto e di vendita dei strumenti finanziari. L’ammontare di tali commissioni dipendono dal numero e dall’ammontare dei strumenti che si vuole vendere ed acquistare, dipendono dal broker in cui si ha il conto titoli, dipendono dalla piattaforma di trading offerta, ma dipendono anche da molti altri fattori. Di conseguenza il costo della ricomposizione del portafoglio di investimento non è fisso, ma è variabile.

Nella scelta della ricomposizione del portafoglio si deve tenere conto anche di questi costi e se questi costi superano i benefici attesi non ha senso procedere con la ricomposizione del portafoglio di investimento.

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Investire in borsa nel 2017 è rischioso oppure no

L’investimento in borsa non è mai privo di rischio. Ma anche tenere i soldi sotto il materasso, oppure nel conto corrente bancario non è privo di rischio, cosi come non è privo di rischio aprire una attività imprenditoriale. Su tutto c’è un rischio.

Investire in borsa nel 2017 è rischioso, cosi come sarà rischioso di investire in borsa nel 2018 e così via. Ciò che conta è la valutazione del rischio e del rendimento atteso ed in base alla propria situazione economica, finanziaria e patrimoniale e al proprio profilo di rischio di scegliere un portafoglio ottimale, ossia un portafoglio che a parità di rischio offre un rendimento maggiore.

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Conclusione

In conclusione si può dire che la scelta su dove investire nel 2017 è una scelta soggettiva e non deve essere mai casuale. La scelta deve derivare solo dopo un’analisi e pianificazione finanziaria e deve tener conto del proprio profilo di rischio. Non ci rimane che augurarvi Buon Trading per il 2017 a tutti i lettori di Vera Finanza!

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