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Tutti vorrebbero guadagnare in borsa, ma per guadagnare nei mercati finanziari si deve investire del denaro con il rischio di perderlo. Chi desidera investire in borsa può delegare la gestione dei propri risparmi ad un altro soggetto oppure può diventare un trader.

Con il termine di trader si intende quel soggetto che svolge l’attività di trading, ossia colui che opera nei mercati finanziari, acquistando e vendendo strumenti finanziari per conto proprio e/o per conto terzi. Il trading può essere svolto con un approccio professionale quando è l’unica o comunque la principale attività per il trader oppure in modo più occasionale. Quando il trader opera per conto proprio viene chiamato dealer, invece quando opera per conto terzi viene definito broker.

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Come diventare trader

Alcuni possono pensare che per diventare trader basta un computer, un po’ di soldi e un portafoglio titoli. Chi pensa questa cosa sicuramente non conosce i mercati finanziari e crede che investire in borsa è alla pari di giocare alle roulette oppure al superenalotto. Chi opera nei mercati finanziari in questo modo, non può essere considerato un trader, ma piuttosto un giocatore d’azzardo il quale sicuramente perderà tutti i soldi prima o poi. Investire in borsa è l’opposto del gioco d’azzardo.

Certamente per investire in borsa servono soldi, un computer e un portafoglio titoli, ma per diventare trader serve studiare tanto e imparare le tipologie dei prodotti finanziari, il funzionamento dei mercati finanziari, i fattori che ne influenzano l’andamento, i strumenti di analisi finanziaria e molto altro.

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Le diverse tipologie di trader che operano in borsa

I trader che operano in borsa non sono uguali tra di loro. Essi si distinguono in base alle conoscenze, all’abilita e alla capacita che hanno, ma anche in base ai strumenti di analisi o i mezzi economici a disposizione. Queste non sono, però, le uniche caratteristiche che distinguono i trader fra di loro.

I trader si possono distinguere anche per quanto riguarda i prodotti con i quali i operano sui mercati finanziari. Sulla base di questa distinzione ci sono i stock trader, ossia coloro che fanno trading con azioni, i bond trader, ossia coloro che fanno trading con obbligazioni, gli options trader, ossia coloro che fanno trading con opzioni, ma anche molti altri.

Un’altra distinzione può essere fatta in base alla strategia di trading utilizzata e in questo caso si va dallo scalping, al day trading, al swing trading fino ad arrivare al trading di posizione. Nello scalping le posizioni vengono aperte e chiuse nel giro di secondi o minuti. Nel day trading l’acquisto e la vendita di asset avviene nel corso dello stesso giorno di borsa. Nel swing trading le posizioni vengono aperte e mantenute aperte per giorni o settimane. Infine, nel trading di posizione, i trader tengono aperte le proprie posizioni per periodi della durata di mesi o anni, e non prestano attenzione alle oscillazioni di mercato nel breve termine.

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Il numero perfetto di titoli su cui investe ciascun trader

Fattori come la strategia di trading, l’ammontare del capitale gestito, i strumenti di analisi a disposizione, le conoscenze oppure molti altri influenzano anche la combinazione e il numero dei prodotti finanziari inseriti all’interno del proprio portafoglio di investimento. Ad esempio chi fa scalping difficilmente investirà in una centinaia di titoli, ma piuttosto investirà in uno, due o comunque pochissimi titoli. Invece, chi fa trading di posizione può investire anche in una centinaia di titoli.

Con l’aumento del numero dei titoli all’interno del proprio portafoglio aumentano anche i costi di gestione sia in termini monetari, sia in termini non monetari. Ad esempio se consideriamo il tempo, serve meno tempo a disposizione per leggere le informazioni per una singola azienda e prendere le dovute misure piuttosto che informarsi su una decina di aziende o peggio ancora per una centinaia di aziende e prendere le misure necessarie. Dall’altra parte, non si deve mai dimenticare che, l’aumento del numero dei titoli, se fatto in modo ottimale, aumenta i benefici in termini di diversificazione portando ad un rendimento maggiore a parità di rischio.

Una cosa è certa ed è che non esiste un numero perfetto di titoli su cui investire e nessun vero trader non ha un numero fisso e perfetto di strumenti finanziari in cui investire. Tutto è relativo, dipende da diversi fattori ed è variabile nel tempo.

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La combinazione perfetta di titoli su cui investe ciascun trader

Come nel caso del numero perfetto dei titoli su cui investe ciascun trader, anche nel caso della combinazione perfetta ci sono una serie di fattori che la influenzano. Ad esempio se il capitale a disposizione per investire è di mille euro, non si può pretendere di inserire nel proprio portafoglio una quota di hedge fund.

Per determinare la combinazione perfetta ciascun vero trader analizza una serie di fattori soggettivi ed oggettivi e solo dopo prende una decisione. Nel determinare la combinazione perfetta, cambiano anche i strumenti di analisi a disposizione. Ad esempio nel caso di un trader che fa scalping non ha senso utilizzare modelli matematico – statistici come il modello Black – Litterman oppure il modello di Markowitz. L’utilizzo di questi modelli avrebbero senso nel caso di un trader che fa trading di posizione.

Anche in questo caso, una cosa è certa, ossia che la combinazione perfetta non esiste. La combinazione di titoli su cui investire può essere ottimale, ma non perfetta, e comunque può essere ottimale per un singolo trader, non per tutti i trader.

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Gestire lo stress da trading che colpisce quando si diventa trader

Il trading è un’attività che può portare alla perdita dell’intero capitale investito, ma può portare ad una perdita anche in termini di salute. Chi opera nei mercati finanziari, facendo trading, sa che prima o poi tutti i trader vengono colpiti dallo stress da trading. I veri trader riescono a gestire lo stress, ma per molti non è così. Lo stress aumenta la probabilità di amplificare la perdita sia in termini monetari che di salute e in alcuni casi ciò può essere fatale. Pertanto, si deve imparare a gestire al meglio lo stress e ricordarsi che alla fine lo stress da trading è solo una normale conseguenza delle battaglie intraprese di volta in volta sul mercato. Se non si riesce a gestire lo stress nella vita normale, allora meglio rimanere fuori dai mercati finanziari.

Esistono tanti libri oppure soggetti qualificati, attraverso i quali, si può imparare a gestire lo stress da trading, ma anche lo stress causato da qualsiasi altra situazione nella vita.

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Conclusione

Diventare trader e operare nei mercati finanziari può portare buoni guadagni in termini monetari e non monetari. Però, prima di investire in borsa si deve sapere che, operando in borsa, si può perdere non solo in termini monetari, ma anche in termini non monetari. Molte persone che investono in borsa soffrono da stress di trading che in alcuni casi può essere addirittura fatale.

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