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L’euro è la valuta comune ufficiale dell’Unione europea nel suo insieme. L’euro è adottata solo da 19 dei 28 paesi membri dell’Unione aderenti all’Unione economica e monetaria dell’Unione europea. I paesi che hanno adottato l’euro sono Austria, Belgio, Cipro, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Lituania.

La moneta ufficiale dell’Area Euro è stata fabbricata con una sofisticata tecnologia di stampa e dotata di diverse caratteristiche di sicurezza, che aiutano a verificare immediatamente l’autenticità. Le caratteristiche di sicurezza lo rendono facilmente distinguibile dai falsi senza dover ricorrere a strumenti particolari. Per capire se una banconota in Euro è contraffatta o meno è semplicissimo. Infatti, basta toccarla, guardarla e muoverla.

In pratica l’Euro è caratterizzato da alcuni elementi di rilievo che conferiscono al biglietto una particolare consistenza, verificabili al tocco. Se una banconota si guarda in controluce appare il disegno in trasparenza (filigrana), il filo di sicurezza e il numero in trasparenza. Le tre caratteristiche sono riscontrabili su entrambi i lati dei biglietti autentici. Muovendo una banconota si vede mutare l’immagine dell’ologramma posto sul fronte del biglietto. Sul retro si può osservare la striscia brillante (tagli da 5, 10 e 20 Euro) o il numero di colore cangiante (tagli da 50, 100, 200 e 500 Euro).

Nonostante l’Euro sia una moneta sicura non mancano le contraffazioni. La falsificazione, che secondo la legge italiana costituisce un reato, è un fenomeno a cui le banche centrali pongono la massima attenzione in quanto, se non tenuto sotto controllo, può minare la fiducia del pubblico nella valuta mettendone a repentaglio l’integrità. La Banca d’Italia coopera con le altre Banche Centrali Nazionali dell’Eurosistema (BCN) e con la Banca Centrale Europea (BCE) nell’azione di contrasto della falsificazione delle banconote. Prende parte attiva alla formazione in materia di riconoscimento delle banconote falsificate rivolta alle Forze di Polizia nazionali e di altri Paesi, agli operatori della Pubblica Amministrazione e ai gestori professionali del contante.

Ogni anno dalla Banca d’Italia esce il Rapporto Statistico sulla Falsificazione Euro. Sulla base del 27 – esimo Rapporto sulla falsificazione dell’euro relativo al periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2014, curato dall’Ufficio Centrale antifrode dei mezzi di pagamento (Ucamp) del Dipartimento del Tesoro emerge che nel 2014 si è verificata una netta diminuzione, in numero e controvalore, delle banconote euro sospette di falsità.

Prima della circolazione la riduzione è stata quasi del 60 % ed è dovuta principalmente dall’aumento dei sequestri effettuati. Dopo anni in cui i sequestri ammontavano a poche migliaia di pezzi, nel 2013 sono stati sequestrati euro falsificati per più di 1,5 milioni di pezzi e per un controvalore di quasi 80 milioni di Euro. Nel 2014 i sequestri sono arrivati a quasi 0,5 milioni di pezzi e per un valore di più di 25 milioni di Euro. Una caratteristica degli sequestri nel 2014 riguarda i sequestri di banconote da 10 Euro, fenomeno questo mai verificatosi negli anni precedenti, in misura addirittura maggiore rispetto al 2013.

Durante la circolazione i sequestri sono aumentati del 60% in controvalore e del 40% in numero rispetto al 2013. L’aumento è dovuto a principalmente a due fattori: un fattore statistico dovuto alle conseguenze dell’introduzione del nuovo sistema SIRFE di rilevazioni degli euro falsificati e un aumento effettivo del fenomeno verificatosi soprattutto nei mesi luglio – settembre 2014 seguito da una riduzione nei mesi successivi.

Nel 2014 anche la composizione per taglio si è modificata. I sequestri e i ritiri dalla circolazione del numero dei pezzi da 20 Euro è aumentato in termini percentuali molto di più rispetto agli altri tagli. I pezzi da 5 Euro, 200 euro e 500 Euro hanno mantenuto sostanzialmente la stessa percentuale del 2013. Invece i sequestri e i ritiri dalla circolazione delle monete è aumentato su tutte.

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La Lombardia, il Veneto, il Lazio e il Piemonte sono a livello geografico le aree dove si è maggiormente verificato il fenomeno di sequestro e ritiro dalla circolazione delle banconote. Invece nel caso delle monete è la Lombardia e la Campania.

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Per quanto riguarda le banconote e le monete ritirate dalla circolazione risulta che gli enti di custodia e trasporto e le banche risultano quelli che hanno effettuato maggiormente le segnalazioni.

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