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Il credito al consumo assume una quota rilevante nel mercato del credito. Come è già noto, il credito al consumo permette al consumatore di acquistare un bene o un servizio senza avere la disponibilità immediata dell’intera cifra. Consente così di soddisfare il bisogno nel momento in cui si presenta e nel contempo incentiva acquisti altrimenti insostenibili. Questa forma di finanziamento non deve diventare uno strumento impiegato costantemente per colmare la mancanza di un adeguato reddito, perché alla fine diventerà insostenibile il rimborso del credito.

Gli istituti di credito cercano di attirare nuovi clienti attraverso gli annunci pubblicitari. Nonostante questi annunci contengono al loro interno molte informazioni utili per valutare le offerte, l’occhio del consumatore di solito si ferma solo su alcune di esse che spesso non sono rilevanti. Diventa cosi fondamentale di imparare a valutare le diverse offerte di credito al consumo, per poter fare una scelta ottimale.

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Confrontare le offerte di credito al consumo dagli annunci pubblicitari

Il primo strumento di comunicazione utilizzato da parte delle aziende di credito per la promozione del credito al consumo è la pubblicità. Attraverso gli annunci pubblicitari si possono conoscere le condizioni economiche proposte dai diversi istituti di credito e si ha una prima occasione per valutare le diverse.

Il consumatore è considerato il soggetto debole per eccellenza nel rapporto con l’ente finanziatore, per questo il legislatore ha imposto una maggiore trasparenza nelle operazioni di credito al consumo. Le informazioni, che devono essere trasmesse in modo chiaro e accompagnate da un esempio rappresentativo, sono:

  • Il tasso d’interesse, specificando se fisso o variabile, e le spese comprese nel costo totale del credito
  • L’importo totale del credito
  • Il TAEG
  • L’esistenza di eventuali servizi accessori necessari per ottenere il credito o per ottenerlo alle condizioni pubblicizzate, qualora i costi relativi a tali servizi non siano inclusi nel TAEG in quanto non determinabili in anticipo
  • La durata del contratto, se determinata
  • Se determinabile in anticipo, l’importo totale dovuto dal consumatore, nonché l’ammontare delle singole rate.

Utilizzando tutte queste informazioni fornite dagli annunci pubblicitari, il consumatore ha la possibilità di escludere la maggior parte delle offerte. A parità di altre condizioni, il consumatore deve scegliere e deve stipulare il contratto di credito al consumo dove il TAEG è minore. Non si deve mai confondere il TAN con il TAEG, perché nonostante il TAN (Tasso annuo nominale) può essere pari a zero, il TAEG è di norma maggiore di zero.

Ricordiamo che il TAEG è definito come il costo totale del credito per il consumatore. Comprende gli interessi e tutti gli altri costi, incluse le commissioni, le imposte e le altre spese, a eccezione di quelle notarili. Tra le altre spese possono rientrare quelle di incasso delle rate, le spese relative all’invio cartaceo di informazioni e le spese di gestione del conto corrente aperto ad hoc. Nel TAEG vengono inclusi anche il costo dei servizi accessori e dei premi assicurativi, se questi sono necessari per la conclusione del contratto o per ottenere il credito.

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Confrontare le offerte di credito al consumo nella fase precontrattuale

La pubblicità ha la funzione di trasmettere al consumatore informazioni commerciali di base, mentre è in sede precontrattuale che il richiedente riceve informazioni personalizzate sull’offerta di credito a lui dedicata.

Le informazioni precontrattuali vengano fornite al consumatore compilando un modulo specifico denominato “Informazioni europee di base sul credito ai consumatori” (IEBCC). Tale documento dev’essere trasmesso attraverso un supporto cartaceo o altro supporto durevole e il finanziatore adempie al suo obbligo informativo semplicemente con la consegna.

Nel modulo IEBCC devono essere indicati l’importo, la durata, la periodicità e il numero delle rate, i costi, la tipologia di prodotto acquistato e il suo prezzo in contanti, il costo di eventuali servizi accessori e gli interessi e le penali in caso di ritardo nei pagamenti. Inoltre deve essere ribadito il diritto, a favore del consumatore, di recesso e di adempimento anticipato, specificando l’eventuale indennizzo dovuto al finanziatore. Invece, per la comunicazione di informazioni aggiuntive dev’essere impiegato un documento distinto.

Anche nella fase precontrattuale il consumatore ha la possibilità di escludere una parte delle offerte di credito al consumo.

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Valutare le offerte di credito al consumo nella fase contrattuale

Spesso accade che le condizioni del credito al consumo, fornite dagli istituti di credito attraverso gli annunci pubblicitari e nella fase precontrattuale, siano diverse da quelle applicate nel contratto finale. Ad esempio, alcune volte succede che nonostante l’informazione sul TAEG viene trasmessa dagli annunci pubblicitari e viene riportata in fase precontrattuale, il TAEG applicato nel contratto finale sia diverso e più sfavorevole per il cliente.

In questo caso, il legislatore prevede la nullità delle clausole del contratto relative a costi a carico del consumatore che non sono stati inclusi o sono stati inclusi in modo non corretto nel TAEG pubblicizzato. Inoltre, ai contratti di credito al consumo si applica la nullità delle clausole che prevedono tassi, prezzi e condizioni più sfavorevoli per i clienti di quelli pubblicizzati. Si tratta di una nullità parziale in quanto la nullità della clausola non comporta la nullità del contratto.

Il consumatore deve leggere con attenzione il contratto del credito e quindi non deve sottoscrivere senza leggere e capire il contenuto del contratto.

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Cambiare il TAEG dopo la stipula del contratto

L’azienda di credito ha la facoltà di apportare modifiche unilaterali al contratto dopo la stipulazione, previa approvazione da parte del consumatore di una clausola contrattuale ad hoc. Il legislatore ha cercato di tutelare il consumatore subordinando questa possibilità alla sussistenza di un giustificato motivo e all’inserimento nel contratto di un’apposita clausola approvata dal cliente. Inoltre, si è fatta una distinzione tra contratti a tempo indeterminato e contratti a termine. Nei contratti a tempo indeterminato è riconosciuta al finanziatore la facoltà di modificare le condizioni contrattuali, comprese quelle inerenti il tasso di interesse e altri prezzi. Nei contratti a termine il finanziatore può variare solamente le condizioni non inerenti il tasso di interesse.

L’istituto di credito deve comunicare ogni variazione al consumatore per iscritto o mediante altro supporto durevole da lui approvato, impiegando un’apposita formula e con un preavviso di almeno due mesi. Il consumatore se non accetta la modifica può recedere gratuitamente dal contratto entro la data di applicazione, altrimenti si considera approvata. Il mancato rispetto di queste prescrizioni da parte del finanziatore comporta l’inefficacia della variazione contrattuale.

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Non solo TAN e TAEG, ma anche TEGM e TEG

Non solo prima della stipula del contratto del credito, ma anche dopo aver sottoscritto il contratto un altro aspetto fondamentale al quale prestare attenzione è che il tasso di interesse, applicato al contratto di credito, non abbia carattere usurario o sia comunque troppo elevato.

Nel caso in cui il contratto di credito preveda la corresponsione di interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi. Per valutare se il tasso applicato dall’istituto di credito è un tasso usurario oppure no, dobbiamo confrontarlo con il TEGM.

Il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti usurari è calcolato aumentando il Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM) di 25%, cui si aggiunge un margine di ulteriori quattro punti percentuali. La differenza tra il limite e il tasso medio non può essere superiore a otto punti percentuali. Il TEGM risulta dalla rilevazione effettuata ogni tre mesi dalla Banca d’Italia per conto del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

Il TEGM, comprensivo di commissioni, di remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, si riferisce agli interessi annuali praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari per operazioni della stessa natura. Il TEGM si ottiene calcolando la media dei vari TEG praticati dagli operatori.

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Come viene valutato il Merito creditizio nel credito al consumo

La verifica della solidità finanziaria del consumatore è un’attività propedeutica alla conclusione del contratto di credito. La verifica del merito creditizio del consumatore si effettua sulla base delle informazioni fornite dal consumatore stesso, ma anche sulla base delle informazioni ottenute consultando delle banche dati pertinenti. Tale verifica viene effettuata, non solo prima della concessione di un nuovo finanziamento, ma anche nel corso del rapporto qualora il consumatore richiedesse un aumento dell’importo del credito già erogato

Per analizzare la capacità restitutoria del consumatore, viene valutata l’affidabilità sulla base della sua situazione patrimoniale ed economico-finanziaria passata e corrente. Inoltre si considerano ai fini della valutazione anche la regolarità nell’adempimento delle obbligazioni e l’assenza di protesti e di esecuzioni individuali negli ultimi cinque anni. Non sono invece rilevanti ai fini della valutazione, eventuali garanzie fornite da soggetti terzi, la stipulazione di polizze assicurative a garanzia del rimborso del finanziamento o il motivo per cui è stato richiesto.

In pratica la valutazione del merito creditizio, da parte dell’istituto di credito, avviene, attraverso sistemi automatizzati di credit scoring. Utilizzando un sistema di credit scoring si ottiene un punteggio (score) espressivo del profilo di rischio, affidabilità o puntualità nei pagamenti del soggetto che richiede il credito. Questo permette al finanziatore di classificare il potenziale cliente e formulare un giudizio sulla sua desiderabilità in base ai criteri a cui si attiene per la concessione dei crediti.

La valutazione ha esito positivo solo se il soggetto passivo risulta in grado di restituire personalmente l’eventuale credito ottenuto, senza l’intervento di altri. Nel caso in cui si un esito negativo il finanziatore deve dare immediata comunicazione del rifiuto al consumatore, illustrandone le ragioni e indicando gli estremi della banca dati utilizzata.

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Perché è necessario valutare il Merito creditizio

La valutazione del merito creditizio del consumatore da parte dell’istituto di credito è funzionale al soddisfacimento di un doppio ordine di interessi. Essa consente una tutela macroeconomica del mercato del credito e una tutela microeconomica dei consumatori.

Grazie alla valutazione del merito creditizio si garantisce la corretta allocazione delle risorse nel sistema finanziario, tutelando cosi il mercato del credito. Un altro obiettivo realizzabile è la protezione del consumatore da scelte di indebitamento non sostenibili, prevenendo cosi il rischio di situazioni di sovra indebitamento.

Per il soddisfacimento di questi obiettivi possono essere adottati due approcci diversi, che sono:

  • L’approccio Responsible borrowing. Tale approccio consiste nel responsabilizzare il consumatore, fornendogli con chiarezza e trasparenza tutte le informazioni necessarie, affinché possa riflettere sull’operazione e prendere una decisione ponderata.
  • L’approccio Responsible lending. Tale approccio consiste nella richiesta di una maggiore diligenza al finanziatore, al quale è affidato l’onere di valutare e selezionare prudenzialmente le richieste di credito che riceve. In questo caso si cerca di responsabilizzare il soggetto che concede il finanziamento, affinché non prenda decisioni irrazionali.

Per lungo tempo è prevalso l’approccio Responsible borrowing, che sottolinea l’auto responsabilità del consumatore e la necessità di renderlo edotto in merito alla possibile scelta di indebitamento. Con l’introduzione dell’obbligo di valutazione della solvibilità del consumatore si è affermato l’approccio Responsible lending, determinando la corresponsabilizzazione di creditore e debitore.

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Conclusione

In conclusione si può dire che nel mercato del credito al consumo è importante sia che i consumatori siano in grado di valutare adeguatamente tutte le offerte di credito proposte dai diversi istituti di credito, sia che i creditori non concedano prestiti in modo irresponsabile o non emettano crediti senza preliminare valutazione del merito creditizio. Solo in questo modo si può avere un mercato del credito al consumo più efficiente e più efficacie.

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